Mastrini: «Le fusioni dei comuni? Danno per la Lunigiana»
Il sindaco di Tresana: «Ci hanno portato via gli ospedali, l’acqua e ora attaccano anche le municipalità»
LUNIGIANA. Nei giorni scorsi il comune di Fivizzano si è fatto promotore, ratificandolo con il parere positivo del Consiglio Comunale, della ricerca di un’intesa con le comunità limitrofe per aprire un serio dialogo per quanto riguarda una possibile fusione, nella quale potrebbero essere coinvolte anche più di due soggetti. Un tentativo quello dell’amministrazione fivizzanese che punta a sfruttare l’occasione creatasi con l’incremento dei fondi statali (raddoppiati dal 20% al 40%) per quelle realtà che decideranno di dare il via ad un processo di fusione. Risorse importanti, a detta dell’amministrazione del comune mediceo, per lo sviluppo territoriale e ad una migliore rimodulazione della tassazione per cittadino. Altri vantaggi sarebbero costituiti dal blocco del patto di stabilità interno consentendo ai comuni di investire, superando la fase di ingessamento a cui sono sottoposti attualmente, aggiungendo inoltre un maggiore peso politico in quanto la modifica del Titolo V della Costituizione, oltre alla cancellazione del Senato, farà sparire le Province catapultando i Comuni in un interfaccia più diretta con la Regione.
Da non dimenticare inoltre la proposta, attualmente giacente ed in fase di analisi, del Presidente Enrico Rossi sulla creazione di una macro regione insieme ad Umbria e Marche. In questo quadro di grande evoluzione amministrativa si prova a riaprire il dibattito sulla validità di un percorso che, per quanto riguarda la Lunigiana, non ha trovato consenso tra le popolazioni delle realtà più piccole, Podenzana e Bagnone, timorose di perdere la propria autonomia ed identità qualora si fosse realizzata il matrimonio con Aulla e Villafranca. Matteo Mastrini, Sindaco di Tresana e VicePresidente Uncem ritiene che questi processi di fusioni impoveriranno la Lunigiana nel caso in cui dovessero diventare operativi.«Le città metropolitane e le grandi aggregazioni – spiega Mastrini - non garantiscono lo stato sociale e chi sta lavorando alla fusione dei Comuni non ha a cuore i diritti del cittadino: ci stanno portando via tutto, dall'acqua, agli ospedali, ora i Comuni». E' dura la presa di posizione di Mastrini che si schiera contro un disegno che cancellerebbe le identità locali: «Il numero medio – commenta sarcastico Mastrini - di abitanti per comune nei Paesi europei è di 5.660 circa mentre il numero di abitanti per comune in Italia è di 7.553: non sanno governare l'Italia e vorrebbero dirci come governare i Comuni».
Un attacco allo stato sociale che parte dall'acqua ed arriverà ad ogni forma di insediamento pubblico, secondo il primo cittadino tresanese. «Da Gaia, che si è impossessato degli acquedotti, alle Poste, il cui programma di chiusura degli uffici periferici è incessante: tutto fa parte di un disegno che porterà la Lunigiana allo spopolamento. Inoltre chi vuole le fusioni fa propaganda priva di fondamento: abbiamo visto quello che è successo con il taglio delle Province, il cui personale è nel dubbio, le cui funzioni sono state attribuite ad altri Enti generando la più totale confusione. Non devono illuderci neanche i meccanismi premiali: gli spiccioli che arriveranno non basteranno a garantire il futuro dei nostri territori». Alle porte una grande manifestazione: «Oggi chi governa dimentica la Costituzione e la dimensione umana che ne è alla base: i Comuni non possono essere cancellati contro il volere delle comunità da chi rappresenta una vera fonte di spesa. i Parlamentari che hanno firmato la proposta di legge 3420 per la cancellazione dei Comuni dovrebbero iniziare la spending review tagliandosi lo stipendio. Sui grandi Comuni parlando i dati: hanno i bilanci peggiori». (C.B.)
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