Il Tirreno

La protesta

Massa, sacrario in Brugiana degrado e vandali rovinano il parco

Divelta la staccionata, sentiero cancellato dalle erbacce Incuria nel Parco della Resistenza voluto dal Conte Giò

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Si chiamava Mario Angelotti. Artista e partigiano, tutti lo conoscevano - e lo conoscono - con il suo nome di battaglia “Conte Giò”.

E fu proprio il Conte Giò a scegliere la Brugiana per realizzare un Parco delle Resistenza perché quella montagna rappresenta il baluardo contro il nazifascismo: lì si stabilirono i Patrioti Apuani, guidati dal comandante Vico, per presidiare la Foce e sostenere l’avanzata alleata. Un Parco, quindi, per ricordare: memoria e identità di questa terra. Imbocchi la strada provinciale per Bergiola, superi i paesi, raggiungi la via sterrata e incontri la “cà di Nino”, la casa di un altro monumento della Resistenza, l’ultranovantenne Nino Mignani. Poi eccoti al Parco voluto dal Conte Giò: scopri che protagonista davvero non è memoria, piuttosto lo è il degrado.

Lo segnala Gabriele Maneschi: sale al Sacrario e rimane a bocca aperta per l’incuria e l’abbandono. «Amo la mia terra e la sua storia - è la premessa - e segnalo lo stato disastroso del Parco». Disastro che - spiega - ti accompagna dalla piazzetta antistante il percorso con «un cassonetto traboccante di rifiuti, una costruzione in lamiera distrutta, rifiuti vari».

Raggiungi il Parco e non puoi non notare che i piccoli scalini di roccia per il Sacrario non ci sono più: nessuno li ha curati e d erba e radici hanno fatto il loro lavoro. Impossibile praticarli.

E se sei anziano davvero non ti puoi avventurare, tanto più che non c’è neppure la staccionata. Certo c’era, ma adesso è semi divelta, finita a terra.

Il Sacrario non ha recinzione e vive nell’incuria: «La cappella - scrive in una mail Maneschi - è aperta, abbandonata, esposta ad ogni brutalità. I cimeli contenuti nei vari “quadretti” disseminati per il Parco sono stati trafugati. Per il resto - aggiunge - incisioni varie e negligenza».

Anche la targa in marmo con la scritta “Viottolo della Croce” è stata rotta. Danni e incuria, quindi, in un luogo di storia e di memoria.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web