Il Tirreno

Un ruggito nella notte: è il falò di San Nicolò

di Riccardo Sordi
Lo spettacolo offerto dai fuochisti di San Nicolò (foto Cuffaro)
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Lo spettacolo offerto dai fuochisti di San Nicolò (foto Cuffaro)

Pontremoli: il grande spettacolo dei fuochisti in onore a Sant'Antonio Abate. E ora la sfida continua: la “miccia” passa ai rappresentanti di San Geminiano

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PONTREMOLI. Un ruggito nella notte che per qualche ora ha piegato la forza dell'inverno. Una volta di più i fuochisti di San Nicolò hanno dimostrato la loro straordinaria abilità nella costruzione della pira che è arsa ieri sera, sulle sponde del Magra.

Lo spettacolo offerto dalla pira innalzata con arte dai fuochisti di San Nicolò è stato emozionante, non solo per i supporter  disposti a sostenere sempre e comunque “il proprio falò”  ma anche per tutti gli spettatori neutrali convenuti sul ponte Pompeo Spagnoli nella fredda serata del 17 gennaio in cui il falò brucia in onore di Sant'Antonio Abate.

Una catasta di “bochi”, pazientemente raccolti nei mesi precedenti perché potessero presentarsi secchi al punto giusto all'importante appuntamento, sapientemente disposti (fino a raggiungere un'altezza di circa una quindicina di metri) dai valenti fuochisti, in un modo tanto perfetto da esaltare ancor di più, se ce ne fosse stato bisogno, i sostenitori del rione di San Nicolò. Ma come sempre il momento dell’accensione è quello più delicato e teso, con l'incognita su come sarebbe bruciata la pira (anche se quest'anno bisogna riconoscere che le condizioni meteo sono state assolutamente favorevoli sia nella fase della realizzazione della catasta che durante l'accensione).

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I dubbi si sono dissolti nell’istante in cui una ventina di fuochisti hanno circondato la catasta per appiccare il fuoco: fiamme ruggenti sono scattate verso l'alto coinvolgendo in brevissimo tempo tutta la pira.

Il fuoco si è sviluppato in verticale bruciando in maniera perfetta, senza sbavature, senza fumo. Un risultato straordinario che poteva far esultare i fuochisti di San Nicolò, usciti per raccogliere gli applausi dei propri sostenitori. Qualche piccolo danno, a cappotti e abiti, le hanno provocate la miriade di scintille che planavano dolcemente sul ponte creando anche un po' di panico tra  gli spettatori presenti (dobbiamo dire in maniera numerosa confermando anche le potenzialità turistiche della manifestazione).

Il rito dell'accensione è stato preceduto da momenti conviviali, infatti nei pressi di Porta Parma uno stand gestito da alcuni “supporter” di San Nicolò offriva ad amici, passanti ed “avversari” (con scambi di simpatici sfottò, in un clima del tutto goliardico) alcune specialità enogastronomiche.

Ed ora la “palla” o meglio, la miccia, passa ai rappresentanti di San Geminiano che tra due settimane esatte, il 31 gennaio, avranno il diritto di replica lungo il greto del torrente Verde di fronte al ponte della Cresa.

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