Il Tirreno

Vino e bandiera anarchica: inizia l’occupazione

Vino e bandiera anarchica: inizia l’occupazione

Il centro sociale autogestito in cui è entrato il collettivo Foc al foc è stato inaugurato con una festa

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CARRARA. E alla fine la bandiera rosso nera torna a sventolare orgogliosa a Carrara, in via Apuana, sul portone del fondo occupato dal collettivo Foc al foc, di cui fanno parte una cinquantina di anarchici. Ieri (16 dicembre) è stato infatti il giorno dell’ufficializzazione dell’occupazione del capannone che risulta essere di proprietà della Asi (Agenzia sviluppo industriale) ma che di fatto è abbandonato da una vita, lasciato al degrado.

Nei giorni scorsi gli anarchici sono entrati, lo hanno ripulito e hanno iniziato a pensare che farne di quel posto. E le idee adesso sono chiare: diventerà un centro di aggregazione e cultura, con una sala per il cineforum, un palco per i concerti e per i dibattiti, un bar, pareti belle ampie per le esposizioni. Quello che a Carrara a manca e perché alla fine questo era l’obiettivo: «riprenderci i nostri spazi - fanno sapere dal collettivo - recuperare la nostra socialità e le nostre capacità di lotta per reagire adeguatamente alla sistematica distruzione delle coscienze».

E infatti, qualche giorno fa, anche qualcun altro aveva provato a riprendersi uno spazio: «Un gruppo di dodicenni - raccontano ancora i Foc al Foc - sono entrati in un fondo nel centro storico e lo hanno attrezzato come loro spazio collettivo e sociale per poterci trascorrere del tempo libero. La cosa è durata una sola giornata e si è risolta con una sgridata lasciandoli passare come una marachella non degna neanche di due righe sul giornale di un gruppetto di ragazzi un po’ vivaci. Questa vicenda, solo apparentemente frivola e capricciosa, altro non è che il risultato del degrado sociale in cui versa Carrara. Un gruppetto di ragazzini dodicenni è stato obbligato ad occupare uno spazio dove poter avere un momento di socialità che non sia quello del chiuso delle proprie stanze».

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E ieri (16 dicembre) quindi tra un bicchiere di vino e l’altro sono apparsi striscioni e bandiera anarchica in via Apuana. «Noi oggi (ieri per chi legge, ndr) - dicono - apriamo uno spazio chiuso, uno dei tanti, per ridarlo alla città. Uno spazio tenuto nell’oblio come il resto della città, uno spazio che vogliamo vivere come risveglio di questa città sonnacchiosa, dove tante cose posso essere fatte e tante altre posso nascere. Si riapre uno spazio che sarà l’inizio di un lungo percorso di lotte e di opposizione al disfacimento sociale di Carrara».

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