Il presidio
Ballerini e i poteri dell’Unione «Un altro rinvio del governo»
Il presidente punta l’indice sul mancato trasferimento delle funzioni dei Comuni sotto i 3000 abitanti E sottolinea: «Un grave errore aver tolto Forestazione e Agricoltura dal nostro controllo diretto»
LUNIGIANA. Il 2016 doveva essere portatore di una nuova stagione amministrativa, con cambi nell’asset delle realtà comunali, con particolare attenzione a quelle al di sotto dei 3 mila abitanti, ed un nuovo ruolo dell’Unione dei Comuni che, sorpassate le Province, avrebbero dovuto diventare quell’anello di collegamento tra il territorio e la Regione.
Invece quello che si para di fronte sarà un anno costellato dalle difficoltà, legate alla nebulosità legislativa in merito all’evoluzione amministrativa, e con l’Unione dei Comuni che dovrà ritagliarsi un indirizzo ben definito a causa delle incertezze che incombono sulla reale sparizione delle Province e l’inglobamento delle funzioni di forestazione e dell’agricoltura in seno alla Regione.
«Ho inviato un documento agli organi di governo centrale – afferma il Presidente dell’Unione Riccardo Ballerini – affinchè si prenda in considerazione l’inserimento della Provincia di Massa Carrara all’interno delle aree depresse. La Lunigiana in particolar modo deve essere monitorata e rilanciata. Una terra che non ha molte realtà industriali a causa della sua struttura geografica. L’aver tolto la Forestazione e l’Agricoltura dal controllo diretto dell’Unione dei Comuni ha fatto perdere tantissimo al territorio. La Lunigiana va difesa sotto questi aspetti, fondamentali per il suo sviluppo». Una delle grandi novità di questo nuovo anno doveva essere il trasferimento delle funzioni associate all’Unione da parte di quegli enti territoriali al di sotto dei 3mila abitanti.
Manovra rinviata di un anno che ha lasciato perplesso il presidente Ballerini.
«Con la Legge di Stabilità si è rimandato di altri 12 mesi questo passaggio, il dubbio che mi sorge è che, negli ambienti romani, non ci sia fiducia verso le Unioni de Comuni. L’aver inoltre svuotato le Province di deleghe che erano funzionali al territorio è un altro segnale di tale sfiducia. Quando si fanno tali riforme si dovrebbe anche pensare al personale, che dovrà trovare una nuova collocazione. I comuni e le associazioni di comuni devono rimanere perché sono il primo baluardo dello Stato sul territorio. Un sindaco sa rapportarsi con il proprio comprensorio, lo conosce, la stessa cittadinanza vede nella sua figura il primo anello di congiunzione con le istituzioni. Ecco perchè credo che l’Unione dei Comun possa recitare un ruolo di primo piano nella nostra terra».
Rimane sempre attiva la battaglia contro il dissesto idrogeologico. «Di concerto con le amministrazioni comunali – sottolinea Ballerini – abbiamo concluso decine di nuove progettazioni i cui fondi dovranno essere emessi attraverso il Psr. Il dissesto e la messa in sicurezza del territorio per noi è preminente. La Lunigiana è un territorio fragile che deve essere curato e preservato». E sul dissesto e sulle opereancora da finanziare si guarda con fiducia al rapporto con la Regione Toscana e alla programmazione degli interventi nel 2016.
Si aprirà incoltre una nuova stagione per quanto riguarda
la promozione territoriale avendo la Lunigiana aderito al “Progetto Aree Interne”.
«Insieme a Garfagnana e Appennino Pistoiese prenderemo parte a questo progetto che consentirà di sviluppare viabilità, sanità, turismo e trasporti - conclude Ballerini - quanto può fare arrivare nuove risorse, stanziate anche dalla recente Legge di Stabilità, che porterà benefici sia sui settori sopraccitati che nello sviluppo di una promozione territoriale che possa rilanciare l’immagine della Valle della Luna».
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