La truffa del finto vigile beffa gli automobilisti
L’uomo ha chiesto i soldi delle multe per sosta vietata a decine di persone Abito scuro, stivali fino al ginocchio, berretto e blocchetto: sembrava vero
MASSA. Una storia che ricorda un film a episodi degli anni Sessanta, dove Totò si traveste da vigile urbano per sbarcare il lunario. E dirigendo il traffico riesce a farsi regalare panettoni e dolci dagli automobilisti. Lo sketch faceva molto ridere, soprattutto grazie alla mimica di Antonio de Curtis. E il principe della risata deve aver ispirato l’uomo, un quarantenne, che martedì scorso, giorno di mercato, si è appostato in centro per fare le multe a chi parcheggiava in doppia fila. Aveva una sorta di divisa che non era quella della polizia comunale, ma la ricordava assai. Soprattutto per gli stivaloni che gli arrivavano al ginocchio, il berretto che era simile a quello di ordinanza e il blocchetto delle contravvenzioni.
Vestito così il finto ghisa adocchiava le vetture posteggiate male e aspettava il proprietario. Quando il malcapitato lo vedeva chiedeva immediatamente scusa per la sosta selvaggia e implorava clemenza. Il vigile farlocco era inflessibile, spiegando che ormai la contravvenzione l’aveva scritta e che al massimo poteva fare uno sconto se veniva saldata brevi manu in quell’istante. Un modus operandi che però ha insospettito un cinquantenne indaffarato a fare compere tra le bancarelle, che ha interrotto lo shopping e ha chiamato immediatamente il comando spiegando quello che aveva visto. La vera pattuglia è accorsa, ma del collega fasullo non era rimasto nemmeno l’odore: se l’era già data a gambe. Il personale in divisa però ha preso informazioni e ha trovato conferme alla segnalazione. Quello che non si sa è se ci sono automobilisti che hanno creduto all’inflessibile tutore della legge e che hanno pagato la multa. Per questo l’appello del comandante Santo Tavella è quello di fare denuncia per la truffa subita. «Al momento non ci risulta nessuna vittima, ma con l’aiuto dei media vogliamo rendere pubblico il raggiro per evitare che quel personaggio possa provarci ancora».
L’espediente è stato ben architettato. Per prima cosa la divisa ricordava quella degli agenti, ma non era quella ufficiale. Questo aspetto strappa perfino un sorriso, perché circoscrive la cosa e non complica le indagini del comandante Tavella. Altro aspetto da non sottovalutare poi, è il giorno scelto dal truffatore: la mattina di mercato mette a dura prova i veri vigili urbani. Loro, mentre il tizio cercava di spillare quattrini a chi non trovava parcheggio, erano impegnati a impedire il collasso della circolazione. La speranza è che nessuno abbia pagato la contravvenzione, anche perché chi ha segnalato l’episodio al comando lo ha fatto dopo aver visto degli automobilisti parlare con quel ghisa che aveva tutta l’aria di essere inflessibile. Salvo poi accontentarsi di una banconota per chiudere la vicenda immediatamente.
Danilo D’Anna
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
