Il Tirreno

E un porto più grande fa tanta paura

E un porto più grande fa tanta paura

Balneari preoccupati per l’ampliamento e per gli effetti sul litorale massese

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MASSA. Partaccia non se la passa troppo bene: il mare, ad ogni mareggiata, valica la strada e arriva ai cancelli delle colonie. Lo fa costringendo l’amministrazione a chiudere la strada, parallela a viale delle Pinete, lasciando chili e chili di detriti sulla carreggiata e - cosa ancor più grave - divorandosi la spiaggia. In quella zona il sito di interesse regionale (nato per le criticità ambientali legate al polo chimico) rende complicata la realizzazione di opere di difese.

E se quel quadro è la premessa, beh è chiaro che l’eventualità di ampliamento del porto di Marina di Carrara fa sudare freddo chi a Partaccia ha uno stabilimento. E non solo loro. Perché preoccupati sono tutti coloro che di turismo vivono e siccome la natura non ha confini e il mare non si ferma di fronte al cartello che segna l’ingresso in un nuovo comune, la paura è che un porto più grande determini effettivi - erosivi in primis - lungo e oltre la costa apuana.

I balneari non lo dicono a gran voce, ma lo fanno intuire, lo lasciano intendere: «Noi lottiamo per fare lavori a Partaccia, per rimettere a nuovo le scogliere, per ridare fiato alla zona, poi ci troviamo un mega porto che fa da barriera, blocca l’afflusso di sabbia e vanifica pure le opere già fatte». Timori che i balneari non hanno ancora formalizzato in atti o in richieste di chiarimenti e studi sui possibili effetti dell’infrastruttura, anche se le loro perplessità le hanno espresse più volte. Insomma, per mettere in sicurezza il tratto tra il Frigido e Montignoso sono stati spesi 11 milioni di euro, altri 11 sono sul tavolo per il lotto dal Frigido al Lavello, il porto - queste le argomentazioni dei balneari - potrebbe rendere vano quell’investimento.

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