Il Tirreno

E con il Frigido in piena torna la marmettola

MASSA. Il parco fluviale del Frigido completamente bianco: sembra neve, ma è “solo” marmettola, lo scarto di lavorazione del marmo che arriva direttamente dalle cave. Qui, il rifiuto speciale...

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MASSA. Il parco fluviale del Frigido completamente bianco: sembra neve, ma è “solo” marmettola, lo scarto di lavorazione del marmo che arriva direttamente dalle cave. Qui, il rifiuto speciale dovrebbe essere stoccato e portato in discarica, ma spesso finisce nei ravaneti (i pendii dove si accumulano i detriti), e da qui poi scivola giù nei corsi d’acqua e poi ancora giù giù verso mare.

La maggior parte della marmettola si deposita nel letto del fiume o negli argini, tanto che ormai, quelli del Frigido, sono diventati la brutta copia delle spiagge caraibiche: da monti a mare, una lunga striscia di melma bianca. Ma ieri, dopo l’acquazzone, il Frigido è straripato nel parco fluviale lasciando al suo ritiro la marmettola: una pista pedonale ricoperta di fango bianco.

«La marmettola - commenta Italia Nostra - che invade il corso del Frigido impermeabilizzandone il fondo, e i detriti provenienti dalle cave non sono solo un fatto estetico, come ormai è evidente a tutti, e un gravissimo danno ambientale che sconvolge la vita e l’ecosistema del fiume, ma anche un pericolo assi sottovalutato per quanto riguarda il rischio di alluvioni». L’associazione ricorda come negli anni ’90 vari corsi d'acqua del nostro territorio, in particolare Frigido, Carrione e Canale di Montignoso furono bonificati con l’operazione “Fiumi puliti” che asportò milioni di metri cubi di marmettola. La spesa dello scavo in alveo fu a carico della Regione, nonstante il materiale provenisse dalle segherie e laboratori «quindi il pubblico - commenta ancora - come quasi sempre accade, ha pagato le inadempienze dei privati. Solo dopo decisi interventi della magistratura e svariate condanne penali gli scarichi al piano da segherie e laboratori si sono drasticamente ridotti». Ma vent’anni dopo, ricorda Italia Nostra, siamo al punto di partenza, «il Frigido è di nuovo impermeabilzzato e pericolosamente rialzato per gli scarichi delle cave su cui si è intervenuti poco e male nonostante decine se non centinaia di documenti, esposti, moniti. Il timore di un alluvione nel tratto terminale del fiume non è una fantasia di catastrofisti ma un’ipotesi purtroppo assai realistica».

Melania Carnevali

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