Italia
Candia un anno dopo «Tante le promesse ma non mantenute»
Duro attacco all’amministrazione 12 mesi dopo il sopralluogo Pino Serpi: stessi problemi e niente multe a chi non pulisce
MASSA. L’allarme lo lanciano per la prima volta nel 2003: a Romagnano i versanti mandano segnali di pericolo, non reggono più. L’acqua non trova una via di fuga e le colline si appesantiscono. A quel primo allarme ne seguono molti altri, chi abita in via del Pozzo, proprio sotto le vigne del Candia, scrive esposti anno dopo anno: 2004, 2005, 2006, 2008, 2010. Poi la seconda bomba d’acqua, quella che nel 2012 trasforma il quartiere in una colata di fango. I residenti tornano a chiedere interventi, e alcune opere - ad onore del vero - vengono fatta, ma chi sotto i versanti ci vive ha l’impressione che ci sia ancora molto da fare e soprattutto che sia trascurata la manutenzione: gore e canali di raccolta pieni di erba e fango, smottamenti mai rimossi, griglie occluse. Lo scorso anno i toni si alzano: piove, scattano continue allerte meteo e i cittadini lamentano l’assenza dell’amministrazione. Di fronte a quel dito puntato verso Palazzo civico, il sindaco Volpi, accompagnato dai tecnici, sale sul Candia per un sopralluogo. È il 2015 e, ad un anno di distanza, i cittadini- Pino Serpi capofila - tirano le somme e la conclusione è poco incoraggiante: «Tante promesse, ma nulla di fatto: tutto è rimasto identico al 2015, dalle griglie di via del Pozzo, troppo alte per convogliare acqua, nonostante una nuova asfaltatura, al mancato censimento dei proprietari di via poderale».
È quella via poderale, infatti, il cuore del problema: la strada corre, a più alta quota, parallela a via del Pozzo. L’acqua che non viene regimentata sopra, si riversa sotto. Tradotto: quello che non funziona su via poderale, fa sentire i suoi effetti in via del Pozzo. Ma la fatidica strada non è tra i beni di Palazzo civico, la proprietà è di tutti coloro che lungo la via hanno vigne e terreni. Alcuni abbandonati, magari perché in condivisione tra decine di eredi. Lo scorso anno, dopo l’attacco dei residenti, è lo stesso Fabrizio Bondielli, presidente del consorzio che riunisce i produttori del Candia, a spiegare che su quella strada i lavori di regimazione sono stati fatti eccome, con tanto di progetto. Argomentazione che non convince, però, i residenti. A metter pace ci pensa - o ci prova - Uilian Berti, vicesindaco con delega a lavori pubblici e protezione civile: garantisce l’impegno del Comune e il censimento catastale di tutti i proprietari di terreni lungo via poderale. L’impegno è: individueremo i proprietari e diffideremo chi non fa manutenzione del terreno e lascia che rovi e sterpi invadano canali di scolo e gore.
Beh, passa un anno e - incalza Pino Serpi - «di quel censimento non abbiamo notizia, nè ci risultano controlli dei vigili, tanto meno sanzioni. Sulla via poderale un piccolo smottamento incombeva su un tombino, bene, dopo oltre 12 mesi, quello smottamanto ancora c’è con l’aggiunta ora di un masso». Serpi assicura di non voler alzare i toni: «Siamo disponibili ad incontri, ad una verifica del rispetto del progetto per gli interventi su via poderale. Non siamo disponibili, però, ad essere presi in giro». Perché spiegano i residenti se il pericolo c’era un anno fa, ancora c’è. Inalterato.
(c.s.)
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