Il presidio
«La raccolta porta a porta a Zeri non può funzionare»
Il sindaco del comune lunigianese chiede un incontro la società vincitrice dell’appalto «Tanti anziani, meglio una fase sperimentale con isole ecologiche di prossimità»
ZERI. Il sindaco Egidio Pedrini lancia una richiesta di incontro a Ideal Service, la società vincitrice dell’appalto sullo smaltimento rifiuti, che, grazie alle innovazioni tecnologiche apportate al servizio, svilupperanno una rivoluzione del concetto di differenziata e conferimento sino a qui concepita. «La nostra amministrazione – afferma Pedrini in una nota - ritiene che l’obiettivo di ridurre l’impatto della gestione dei rifiuti sia un dovere morale prima ancora che una necessità economica e ambientale. Ci sentiamo infatti impegnati a consegnare ai nostri figli un mondo in cui una politica poco assennata rovini per sempre le risorse che ci sono state tramandate dai nostri padri. Ci sembrava doveroso partire da questa premessa per far comprendere come tutti noi siamo impegnati nell’attuare una politica che tenda a rifiuti zero rispettando peraltro le direttive europee e le leggi nazionali e regionali».
Il primo cittadino analizza, attraverso il prisma del suo territorio, i vantaggi e gli svantaggi che il nuovo servizio introdurrebbe. «Il nostro territorio –prosegue Pedrini - presenta caratteristiche fisiche e demografiche del tutto particolari. Settantaquattro chilometri quadrati con case sparse e sessantadue frazioni con pochi abitanti, distanti anche decine di chilometri tra di loro. Piccole frazioni e abitazioni non raggiungibili con il mezzo per la raccolta dei rifiuti porta a porta. Una composizione demografica che mostra un percentuale elevata di anziani. Una fortissima presenza di seconde case i cui proprietari sono presenti sul territorio solo due tre gironi al mese e neppure sempre gli stessi giorni. Una grande stagionalità provocata dalle presenze turistiche. Queste sono tutte caratteristiche che, a nostro parere, renderebbero difficile la realizzazione di una efficace ed efficiente raccolta porta a porta. Chiediamo pertanto di valutare, tenuto conto delle caratteristiche di cui sopra, la possibilità di avviare una prima fase sperimentale in cui si lavora su isole ecologiche di prossimità, ognuna delle quali dovrà comprendere i contenitori necessari per le diverse tipologie di rifiuto. Un discorso a parte merita il conferimento dell’umido. Tenendo conto che la quasi totalità delle nostre abitazioni ha la possibilità di effettuare il compostaggio si potrebbe pensare ad una massiccia distribuzione di compostiere o, comunque, di agevolare una forte diffusione del compostaggio domestico. Sempre tenendo conto delle caratteristiche della nostra popolazione vi chiediamo di studiare le possibilità di strutturare eventualmente servizi con chiavi, badge, o sacchetti con refeed. Questo anche nell’ottica di andare con determinazione verso la tariffazione puntuale che riteniamo sia una questione di giustizia: ognuno paga per quanto produce. Ultima osservazione la forte presenza turistica estiva che obbligherà, a nostro parere, a studiare adeguamenti stagionali. Siamo altresì consapevoli che la prima azione per andare verso i rifiuti zero è la prevenzione alla produzione dei rifiuti, evitare cioè di produrli. Su questa strada siamo disponibili a intraprendere azioni concrete e forti, anche innovative». Ultimo punto Pedrini lo dedica al monitoraggio del corretto deposito dei rifiuti: «Sulla sorveglianza - dice -vi chiediamo di voler riflettere sulla possibilità di finanziare, con i fondi che avevate già pensato di stanziare per il controllo, l’assunzione di un vigile finalizzato ai controlli ambientali».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
