Il Tirreno

Il futuro incerto del mercato coperto

di Melania Carnevali
Il futuro incerto del mercato coperto

Quasi ultimati i lavori all’esterno, ma mancano i fondi per ristrutturare l’interno. I commercianti: «Lavoriamo nel degrado»

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MASSA. L’obiettivo era quello di farlo tornare a essere un mercato pieno di vita, con banchi del pesce, della frutta, della carne. E gente, tanta gente, che, magari, si fermasse lì anche per pranzare. Un po’ come il mercato centrale fiorentino, quello di San Lorenzo, un punto di riferimento a Firenze per la spesa e la pause pranzo. Un sogno, rimasto tale.

Oggi, l’ex mercato ortofrutticolo, dove i lavori di ristrutturazione e di realizzazione dei parcheggi sono quasi ultimati, sembra essere ancor ben lontano da quell’obiettivo. Fuori è stato messo completamente a lucido, ma dentro «è un disastro», per dirla come chi lì ci lavora da anni, ossia i commercianti. «Guardi qui - commenta Piero Sgadò, della macelleria Piero, aperta dagli anni ’70 - Siamo sempre di meno (di commercianti, ndr) con meno clienti, meno affari, una struttura che cade a pezzi. Come se non bastasse - continua - hanno fatto le analisi anti-sismiche e hanno lasciato i muri scoperti. Lavoriamo nel degrado».

L’area dei banchi alimentari è divisa a metà. In una parte, quella più vicina all’ingresso lato Carrara, ci sono gli ultimi banchi rimasti: quello del pesce, due di frutta e verdura, uno che vende formaggi e un altro che vende invece il miele. L’altra parte è chiusa da tempo, perché pericolante; lì sono state realizzate (con gli ultimi interventi) due vetrate che danno rispettivamente in via Bastione e in via delle Mura Sud, e due accessi sulla nuovissima piazza mercatale. Ma per il momento tutto questo è inutilizzabile. E rimane lì, in attesa di capire che fine fare.

E sì, perché i fondi Piuss stanziati, attraverso la Regione, dall’Unione europea, servivano “solo” per il restyling esterno e la realizzazione dei parcheggi (risolvendo, e non poco, il problema dei parcheggi nel centro storico), ma dentro tutto è rimasto precisamente come è, se non peggio. E lo rimarrà a lungo, dal momento che il Comune di soldi per la ristrutturazione (e si parla di centinaia e centinaia di migliaia di euro solo per la messa in sicurezza del tetto) non ne ha. Sembra difficile quindi capire cosa diventerà quell’area.

In un primo momento era stata ventilata l’ipotesi di realizzare al primo piano (quello adesso occupato dal mercato e da quattro negozi) un unico fondo da dare in gestione a una delle catene che si erano fatte avanti (Conad, Coop..), le quali però si sono dileguate poco dopo scoprendo la spesa in cui si sarebbero dovute imbarcare per la ristrutturazione.

L’ultima opzione rimasta sembra essere quella di realizzare lì, al primo piano, una galleria di negozi collegati con un ascensore con i negozi interrati. Ma con quali soldi?

Fosse solo questo. Il problema adesso è anche burocratico. Al piano interrato sono stati infatti realizzati fondi per (eventuali) negozi, ma bisognerà attendere il cambio di destinazione d’uso per poterli dare in gestione. E i tempi della burocrazia sono noti. Tanto che non è ancora chiaro che tipo di bando verrà aperto.

E qui si apre un altro problema ancora. Chi ci andrà nei fondi interrati? L’amministrazione comunale fa sapere che sono arrivate già diverse manifestazioni di interesse, ma i commercianti “del piano di sopra”, si dicono pronti ad abbandonare quella sede pur di non finire in fondi «sporchi e pieni di degrado».

«Basta passare accanto a quei fondi per capire che i lavori non stati eseguiti a regola d’arte - commenta Giovanna Dell’Amico, del fioraio Il Mughetto, anche quello aperto da ormai 15 anni - Possiamo dedurre che, invece di pulire e costruire, abbiano costruito sopra la sporcizia e dal fondo escono odori insopportabili. Senza dimenticare che in quei negozi non ci sono finestre e sarebbe invivibile. Piuttosto, se mi vogliono mandare giù, me ne vado».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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