Il Tirreno

Trecento bambini contro il ritorno dei camion in centro

Cinzia Chiappini
I camion del marmo a Carrara
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I camion del marmo a Carrara

Carrara, una petizione dei genitori degli alunni della scuola Marconi I bisonti del marmo passerebbero accanto al loro istituto

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CARRARA. Le mamme e i papà dei piccoli alunni della scuola dell'infanzia e della primaria “Marconi” bocciano l'ipotesi del ritorno dei camion sulle strade che lambiscono gli istituti dei loro figli, anzi non ne vogliono proprio sentir parlare. I genitori dei due istituti sono pronti a dare battaglia e hanno già lanciato due petizioni, una alla primaria e una all'infanzia, per convincere l'amministrazione comunale a respingere la richiesta della Provincia.

Com'è noto nei giorni scorsi Palazzo Ducale ha inviato una missiva in municipio per sondare l'ipotesi di aprire la viabilità del centro ai camion delle scaglie provenienti dal Sagro. Da quattro anni le due cave di quel bacino non trasportano il materiale a valle, grazie a un'apposita autorizzazione del Parco delle Apuane: adesso però la “deroga” è scaduta, e l'Ente ha imposto di riprendere lo smaltimento. Il problema riguarda il percorso su cui indirizzare i mezzi pesanti: la strada di Fosdinovo è inagibile a causa delle frane e quella da Carrara è aperta ai soli camion dei blocchi (dal Sagro ne scenderebbero normalmente, meno di cinque al giorno ndc), sulla base di una specifica ordinanza sindacale. Di qui la richiesta della Provincia al Comune di Carrara di “allentare” le maglie e far passare non solo i mezzi dei blocchi ma anche quelli delle scaglie, con una stima di una dozzina di mezzi al giorno.

L'amministrazione municipale ha preso tempo per effettuare una verifica sul numero dei passaggi e sulla possibilità di concentrare i transiti in alcune ore della giornata. Nel frattempo però l'ipotesi del ritorno dei bisonti del marmo in centro città ha incassato diversi no: quello dei consiglieri comunali che in modo bipartisan si sono detti contrari, pur incaricando il sindaco di studiare i dettagli della vicenda e quello dei commercianti della Lugnola, il quartiere affacciato su via Carriona che per decenni ha sopportato le conseguenze del traffico pesante

. A questi si aggiunge oggi il no anzi il coro di no dei genitori delle due scuole di Potrignano, dove sono iscritti oltre 300 bambini. I più grandicelli addirittura, se li ricordano ancora i camion all'uscita da scuola: fino al 2012 infatti viale Potrignano era una delle arterie più battute dai mezzi pesanti con tutti i disagi del caso. «C'era polvere ovunque, rumori, vibrazioni e a fronte dei tentativi di escludere i passaggi negli orari di ingresso e di uscita dalle scuole, la sensazione di essere affacciati su un arteria stradale ad alto tasso di rischio» ricordava al termine delle lezioni un gruppetto di mamme. Poi nel 2012, la Strada dei Marmi ha “liberato” il quartiere e adesso nessuno vuol tornare indietro, nemmeno davanti all'ipotesi di un numero contenuto (si parla di una dozzina al giorno) di passaggi. La posizione dei genitori delle Marconi è sintetizzata nel risultato della consultazione organizzata in modo autonomo dai genitori: i rappresentanti hanno chiesto il parere di mamme e papà, utilizzando l'ormai diffusissimo strumento di whatsapp. Praticamente ogni classe ha una sua chat, che di solito serve per comunicazioni di servizio relative alla scuola: questa volta però l'applicazione si è trasformata in uno strumento di indagine, per effettuare un sondaggio di opinione, ovviamente informale, che ha sancito un secco “no” ai mezzi pesanti. Ma i genitori si sono spinti anche oltre e per dar ancora più voce al loro dissenso, e farlo arrivare forte e chiaro a Piazza Due Giugno, hanno lanciato una petizione. Anche perchè molte delle famiglie dei bambini iscritti a queste due scuole, risiedono in zone comunque interessate ai passaggi dei camion: i paesi di Castelpoggio e Gragnana, le frazioni di Linara, Molino di Sorgnano e Grazzano e tutta la statale 446, quella per intenderci che da Carrara porta a Campocecina.

Si tratta di persone che rischierebbero di trovarsi i mezzi pesanti non solo davanti a scuola, ma direttamente sulla soglia di casa.

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