Massa, cinque alberghi attaccati dai ladri
Ondata di furti mai vista a Marina. Cassaforti aperte, sparite tv. In un hotel volevano rubare anche il forno professionale
MASSA. I ladri d’albergo arrivano di notte, agiscono con la calma che deriva dalla consapevolezza di poter agire indisturbati e con fare da ditta di traslochi, che è segno di “professionalità” (delinquenziale) . E fanno danni grossi.
L’allarme furti suona soprattutto nella zona di Partaccia-Ricortola-Bondano, ma riguarda un po’ tutta la costa apuana, dove la maggior parte degli hotel sono chiusi per la stagione invernale. E, adesso, gli albergatori chiedono aiuto: più presenza delle forze di polizia sul territorio, è la richiesta di Confimprese, l’associazione che raggruppa numerose strutture turistiche della zona. Almeno cinque gli alberghi presi di mira nelle ultime settimane: un fenomeno «strano», come lo definisce il responsabile di Confimprese Claudio Lotto, perchè in passato di colpi in strutture alberghiere durante il periodo di chiusura se ne sono contati pochissimi
L’hotel Caprice di via delle Pinete è vicinissimo al centro e alla zona pedonale di Marina, cosa che non ha scoraggiato i malviventi. Che lo hanno visitato due volte. Il primo colpo a inizio del mese. Di notte, come negli altri casi, approfittando del fatto che la struttura è chiusa nei mesi invernali. La banda degli hotel ha scassinato le porte di ingresso e ha cominciato a svuotare l’albergo. Hanno preso alcuni televisori, una cassa di vino, un’affettatrice professionale e hanno smontato anche il forno industriale della cucina. Hanno portato tutto nel giardino evidentemente con l’intenzione di caricare la refurtiva su un camion o un furgone e poi sparire. Qualcosa deve però averli disturbati e hanno lasciato tutto lì, con la promessa di tornare a riprendersi il maltolto.
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Sono arrivati prima i gestori dell’albergo, Anna Natale e Graham Cocks. I quali hanno, ovviamente, denunciato l’accaduto alla polizia e hanno riportato tutti gli oggetti all’interno. Ma i due albergatori hanno fatto anche una strana scoperta. Nel seminterrato hanno trovato una cassaforte, aperta e vuota, che non apparteneva a loro e neanche all’albergo. Probabilmente i ladri si erano portati dietro “il lavoro”: dopo aver rubato la cassaforte in un altro albergo, l’avevano portata lì, per poterla scassinare con tutta tranquillità. Non solo: sembra che i topi d’albergo abbiano anche banchettato a spese del Caprice, con cibi in scatola trovati nella dispensa della cucina e aprendo qualche bottiglia di buon vino.
La storia non era tuttavia finita. Qualche giorno dopo i ladri tornano nell’hotel deserto. Per completare l’opera si suppone. Con un piede di porco scardinano altri ingressi ed entrano nella struttura. «Ma stavolta non hanno trovato nulla e hanno fatto soltanto danni alle strutture», racconta la signora Anna Natale che aggiunge: «Abbiamo apprezzato la velocità con cui hanno risposto alla nostra chiamata sia la polizia, in occasione del primo furto, sia i carabinieri , per la seconda “visita”».
All’hotel Peselli in via Ricortola, dunque non troppo lontano dal Caprice, anch’esso chiuso, sono successe cose simili. I ladri sono entrati forzando una delle porte di emergenza e hanno fatto parecchi danni nella hall. «Hanno poi forzato l’armadio che contiene la cassaforte e l’hanno aperta con un flessibile (una smerigliatrice). Hanno messo sottosopra armadi, cassetti. Un disastro», dicono i titolari dell’hotel, cioè la famiglia Peselli. E anche in questo caso, i malviventi sono tornati una seconda volta sul luogo del delitto: «Giusto un paio di sere fa, ma qualcosa li ha fatti fuggire», dicono i Peselli. I quali stanno adottando una serie di misure anti ladro: «Stiamo montando un sistema di allarme collegato ai carabinieri, lasciamo le luci accese nell’albergo, ci stiamo organizzando con i vicini per essere informati al primo segnale di allarme».
Il Caprice e il Peselli non sono gli unici hotel svaligiati. Si registrano casi anche nella zona di Ronchi-Poveromo e anche in strutture ormai definitivamente inattive. Incuranti del fatto che negli hotel chiusi ci siano spesso – ma non sempre, vedi il caso del Caprice – poche cose di valore da portare via. Almeno cinque e tutti con tecniche simili, tanto da fare pensare che ci sia una banda che sta battendo il territorio e che si accontenta del poco che riesce a portare via dagli alberghi chiusi.
Una banda che però potrebbe avere le ore contate. La polizia sta indagando su questo fenomeno nuovo per la nostra zona, la Scientifica ha raccolto elementi importanti e si può dire che le forze dell’ordine sono sulle tracce dei malviventi.
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