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Colombiera, l’apertura è ok Ma la nautica è ancora in crisi

Colombiera, l’apertura è ok Ma la nautica è ancora in crisi

Collaudato il ponte che adesso si apre in tre ore. Parte anche il dragaggio dell’alveo Intanto, però, le darsene si svuotano: sempre meno barche. Cna: ridurre i canoni

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AMEGLIA. Ok, il ponte levatoio è a posto. I test per l’apertura automatica del ponte della Colombiera sul fiume Magra si sono conclusi positivamente: ora il ponte, in caso di necessità, potrà essere sollevato in meno di tre ore, un tempo molto più breve rispetto alle 5 previste in precedenza. Il taglio dei tempi di chiusura ridurrà di conseguenza i disagi per la circolazione su una direttrice di fondamentale importanza per i collegamenti della zona di foce del Magra e più in generale per tutto il traffico al confine fra Toscana e Liguria . Il ponte sarà operativo a pieno regime ad inizio gennaio e si aprirà per far passare la nave da guerra, un cacciamine, di recente varato al cantiere Intermarine e destinato alla Marina militare della Svezia. Ma per consentire il transito della nave, occorrerà anche l’invocato dragaggio dei fondali del fiume e bisognerà rimuovere la grande massa di materiali costituiti dai vecchi piloni del ponte. Un ’operazione questa che costerà 300.000 euro circa. Ed è questo aspetto che interviene la Cna Nautica della Spezia e della Val di Magra. Che si dice soddisfatta per l’avvenuto collaudo, ma che aggiunge: «Adesso, per la ripresa della nautica, sono urgenti la navigabilità e la revisione regime concessorio».

Cna ha affrontato i temi della cantieristica e della nautica sul Magra con l’assessore regionale (della Liguria) Giacomo Giampedrone, che è anche stato sindaco di Ameglia.

Il dragaggio e la rimozione dei detriti dal fondo sono interventi da tempo richiesti dalle imprese del Magra – rimessaggi, porticcioli, cantieri – per permettere la navigabilità, condizione essenziale alle attività su cui si basa per altro l'economia della zona, e fondamentali per la sicurezza del fiume stesso.

Oltre alla navigabilità è stato affrontato il tema del regime concessorio delle ditte nautiche fluviali, al fine di equiparare le concessioni del demanio idrico a quello marittimo. Le imprese che si trovano sul demanio idrico pagano infatti concessioni molto più onerose rispetto a chi è ubicato più a valle. Un fattore di “crisi”, secondo Cna che si aggiunge ai problemi del susseguirsi di alluvioni e da un insabbiamento costante della foce che dura da almeno tre anni.

Il Magra conta sulla carta 3.000 posti barca, posti che solo fino al 2010 sembravano addirittura insufficienti a dare risposta ai potenziali clienti. Ma oggi le imbarcazioni presenti in piena stagione non occupano neanche il 70% dei posit barca disponibili. Con una distribuzione ineguale, aggiunge Cna, fra lle darsene sopra e quelle sotto il Ponte della Colombiera.

Per riuscire a mantenere questa percentuale di presenza le, le tariffe applicate dai gestori delle daresene – fra i quali figurano diversi imprenditori carraresi – sono scese, in molti casi, anche del 50%. «Non sono però scesi i canoni concessori, anzi sono al contempo aumentate a dismisura le spese necessarie al mantenimento dello specchio acqueo in concessione», sostiene ancora Cna. Secondo cui, «i canoni sono ad oggi non commisurati alla loro reale redditività che è scesa nel giro di pochissimi anni in maniera rilevante. Occorre dunque agire sul canone per individuare la tariffa equa in sulla base della reale redditività del bene. Una necessità di per le aziende del settore considerando che gli operatori sobbarcandosi la manutenzione o il ripristino di canali navigabili adeguati, operano anche in beneficio degli enti pubblici altrimenti preposti a questo tipo di attività».(c.f.)

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