Il Tirreno

Oltre 400 gli apuani sotto il bisturi al Noa

Oltre 400 gli apuani sotto il bisturi al Noa

Al nuovo ospedale 135 operazioni in urgenza e 280 programmate E delle 12 sale solo 10 sono già in funzione, le altre apriranno a gennaio

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MASSA. Un ospedale è una macchina complessa: non basta un giro di chiave per accendere il motore.

Così dal 16 novembre, quando ha aperto i battenti, il nuovo ospedale i conti con i problemi li ha fatti. Dagli stalli insufficienti per i dipendenti, alle polemiche per il parcheggio a pagamento, dalla piazzola elisoccorso ancora in attesa di certificazione Enac ai roditori che si sono fatti beccare negli spogliatoi, al piano interrato. Ma l’Asl a dare l’immagine di un ospedale con il freno a mano tirato - per proseguire con la metafora automobilistica - non ci sta e, a dimostrazione, che la sanità apuana e l’accoglienza ospedaliera funzionano, cita i numeri.

Dal taglio del nastro il 16 novembre a ieri mattina, in viale Mattei sono state operate 415 persone.

Sono stati 135 gli interventi chirurgici in urgenza, insomma i casi di persone con patologie gravi in fase acuta che hanno avuto bisogno del bisturi. Ad inaugurare il blocco operatorio è stato un paziente con problemi cardiaci: arrivato al pronto soccorso, il giorno dell’apertura, è stato trasferito al secondo piano per un intervento, i medici gli hanno impiantato un by pass.

Sotto i ferri - per usare un’espressione colloquiale - sono finiti anche 280 apuani che l’operazione l’avevano “prenotata”. Lo scorso 30 ottobre, infatti, la direzione sanitaria, in vista del trasloco in viale Mattei, ha interrotto le attività di chirurgia elettiva, vale a dire tutti gli interventi (non urgenti) programmati. Quegli interventi sono ripresi il 1° dicembre e da allora a ieri ne sono stati eseguiti 280.

E nel calcolo delle 415 operazioni - spiega Giuliano Biselli, direttore del presidio ospedaliero - non rientrano quelle effettuate in endoscopia digestiva (tradotto: la sonda che indaga intestino e colon). Se anche quelle venissero calcolate, la cifra sarebbe ancora più alta.

E questo nonostante l’attività chirurgica non sia ancora a pieno regime: in una prima fase, infatti, delle 12 sale presenti al Noa, hanno aperto i battentisoltanto 8. Adesso i bisturi sono al lavoro in 10 sale di cui 2 destinate all’emergenza e 8 destinate alla chirurgia di elezione. La direzione sanitaria assicura che da gennaio partirà il prossimo step, con l’operatività del 100%.

(c.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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