Il Tirreno

Una luminaria in difesa dei ponti storici

L’iniziativa del collettivo Harlock in via Carriona contro il progetto della Regione

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CARRARA. Protestare facendo cultura. Lo farà il collettivo Harlock oggi a Carrara, quando scenderà in piazza - per modo di dire - per manifestare il proprio dissenso contro lo studio idraulico della Regione Toscana sul Carrione, presentato circa un mese fa, che prevede l’abbattimento dei ponti storici della città per la messa in sicurezza del torrente. I cittadini - o almeno la maggior parte di essi - però, non ci stanno, perché quei ponti non sono solo un ammasso di cemento, una passerella grigia e senza anima. Ma sono un concentrato di storie, legende, tradizioni. Abbatterli quindi è un po’ come demolire l’identità di una città, quella di Carrara, antica, anche un po’ decadente, che ha in quei vecchi ma romantici ponticelli tutto il suo fascino. E allora, loro, i giovani del collettivo Harlock oggi andranno su quei ponti per dire la loro.

Lo faranno con una luminaria e una cantastorie, sui trampoli, che racconterà, appunto, storie. Una in particolare: la fiaba della sirena e del delfino, che racconta la legenda del monumento “La Sirena”, la fontana in marmo bianco situata accanto al ponte delle Lacrime, davanti all’omonima chiesa, lungo via Carriona. Una statua, dal valore più storico che artistico, di cui parla anche Dante nel XX canto dell’Inferno, e che narra la storia di una figura leggendaria: Sirenetta, moglie di Aronte, altra figura leggendaria della cultura popolare carrarese, trasformata da Giove in marmo mentre fuggiva a dorso di un delfino, quello dove è ora. Oggi quindi, tra lumi e lanterne, verrà raccontata questa storia, per ricordarle tutte. «Sappiamo - fanno sapere dal collettivo - che nella situazione attuale i ponti sono pericolosi, abbiamo visto con i nostri occhi dove arriva la piena del Carrione, ma sappiamo anche che non sono i ponti la causa delle piene. Sappiamo che il dissesto idrogeologico arriva dalle montagne, dai versanti distrutti dei bacini estrattivi, dagli sversamenti abusivi, dai ravaneti. Sappiamo che abbattere i ponti è un palliativo per non andare a disturbare il signori del marmo». L’appuntamento è alle 18.

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