Il Tirreno

la lettera

L’azienda e il bilancio in crisi il sindacato accusa il Comune

CARRARA. Il sindacato ad Apuafarma non ne lascia passare una, ricorda di aver evidenziato le criticità in tempi non sospetti e, sul tema educatori, punta il dito contro il Comune. Lo fa con una...

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CARRARA. Il sindacato ad Apuafarma non ne lascia passare una, ricorda di aver evidenziato le criticità in tempi non sospetti e, sul tema educatori, punta il dito contro il Comune. Lo fa con una nota firmata da Silvano Leoni, segretario funzione pubblica di Cgil, e Alessio Menconi, Federica Martini ed Elisa Della Rosa (Rsa): «Negli anni - ricordano - abbiamo denunciato la responsabilità del Comune che non erogava all’azienda i giusti corrispettivi con la conseguente sofferenza del bilancio di Apuafarma. Lo abbiamo fatto in tempi non sospetti trovandoci di fronte, da una parte interlocutori incapaci di rivendicare quanto dovuto dal Comune, dall’altra il Comune che negava». Non solo, il sindacato ricorda anche di aver denunciato l’inadeguatezza della struttura organizzativa di Apuafarma che ha portato a «confusione organizzativa, incertezze tra i lavoratori, errori nella gestione dei contratti; inadempienze sul piano contrattuale». Per i firmatari della nota l’inadeguatezza «ha anche causato l’ammanco di 400.000 euro nel servizio cimiteri. Prendiamo atto che ora la commissione consiliare sottoscrive le nostre stesse posizioni e ci chiediamo perché non si dia ascolto ai sindacati quando evidenziano problematiche gravi ?».

Poi la difesa degli operatori sotto accusa: «Il presidente della commissione evidenzia il fatto che gli operatori socio educativi (Ose) sarebbero pagati 12 mesi lavorandone 9. Intanto l’Estate Ragazzi impegna il personale anche nei mesi estivi ... la “crisi” del servizio Ose è indotta: anni fa il Comune decise che in estate l’handicap doveva andare in ferie, per cui vennero sospesi tutti i casi di sostegno». Ad aggravare ulteriormente la posizione degli educatori - sottolinea il sindacato - il fatto che il Comune «gestisca “in proprio” gli affidi temporanei, attingendo da graduatorie mai pubblicizzate e spesso (almeno per gli anni scorsi) con personale non adeguatamente formato. Riportare tutto il sostegno all’handicap in gestione di Apafarmaavrebbe garantito un servizio di qualità ed un risparmio».

Poi qualche osservazione sulla governance di Apuafarma: «In un momento così delicato servirebbe tutto tranne una governance conflittuale, che vive con fastidio corrette relazioni sindacali, che vive il ruolo come Dominus. Noi, con senso di responsabilità, siamo a disposizione, ma non disposti a sopportare atteggiamenti intimidatori e prevaricanti; decisionisti e l’ utilizzo spregiudicato di strumenti quale il lavoro interinale. Crediamo che il socio di maggioranza dovrebbe dare uno stop a simili atteggiamenti».

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