Il Tirreno

«Il Magra fa paura, argini e dragaggi ancora incompleti»

«Il Magra fa paura, argini e dragaggi ancora incompleti»

Il comitato alluvionati della Val di Magra fa il punto a sei anni dalla devastante alluvione

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AMEGLIA. «Siamo alla vigilia del sesto anniversario della terribile alluvione che ha devastato la Val di Magra e in particolare la foce, ovvero l'alluvione del 24 e 25 dicembre 2009 - esordisce attacca Luca Ghirlanda, presidente del comitato "I Volontari del Magra" - e quest'anno abbiamo voluto riunirci per fare un punto per valutare che cosa è stato fatto e che cosa ancora non viene fatto.

Il Comitato in questi anni ha lottato con tutte le forze per l'ottenimento della messa in sicurezza dei cittadini alluvionati e nel corso degli anni, con centinaia di incontri e scontri con Regione Liguria, Provincia di La Spezia, adesso scomparsa, e amministrazione comunale di Ameglia, si sono susseguiti dei fatti e delle promesse. Sinceramente il primo bilancio che possiamo dare è quello di aver creato non poca pressione sui nostri politici affinché ponessero l'attenzione su questo problema».

«Sono fermamente convinto - prosegue Ghirlanda - che nella lotta per l'ottenimento della nostra messa in sicurezza, non si può concedere alcuna tregua a chi ci ha messo in questa situazione. La pressione e l'opera di pungolo verso la politica deve essere costante e trasversale. Ho speso davvero tante energie insieme a tutti gli altri membri dei comitato e abbiamo anche ottenuto molti risultati anche se ancora insufficienti per vivere tranquilli durante il periodo delle piogge. Se dovessimo fare davvero un bilancio della situazione in mezza dozzina di anni, come presidente di questo Comitato, direi che abbiamo imposto alla politica locale e anche nazionale di mettere una notevole attenzione sul problema del dissesto idrogeologico, costringendola a stringere i tempi di intervento e alla realizzazione di opere anche importanti come le arginature e alcune opere di dragaggio. Purtroppo il dragaggio fatto è del tutto insufficiente rispetto a quello necessario per pulire l'alveo e su questo punto la nostra lotta proseguirà sempre più determinata insieme anche agli altri Comitati spontanei nati su tutto il corso del fiume. Inoltre anche sul tema arginature abbiamo da risolvere ancora tanti enigmi tra cui anche le arginature da completare e da iniziare.

Per non parlare del problema degli espropri a Battifollo per la realizzazione di arginature il cui progetto ha dell'indecente. Se pensiamo che in questi anni sono stati dragati nel complesso circa 400mila metri cubi di materiale, quando i dati ministeriali dicono che i sovralluvionamenti accumulati in questi decenni superano i 3,5 milioni di mc. , è facile intuire che con questi numeri non si va molto lontani ed è solo una questione di tempo prima che la natura si ri-scateni sulle valli del Magra e del Vara. Il neo assessore regionale, nonchè ex sindaco di Ameglia, Rauol Giampedrone, con cui abbiamo un costate dialogo, ha promesso l'inizio del dragaggio di circa 250mila mc tra il Ponte della Colombiera e i cantieri Sanlorenzo, ma a oggi non è ancora partito anche se già finanziato. Speriamo vivamente di avere l'inizio lavori almeno come regalo di Natale».

Ma non è solo Luca Ghirlanda a intervenire sulla situazione esistente alla foce del Magra.

«A livello nazionale invece - puntualizza Antonello Andreani, vice presidente del Comitato - organizzeremo di nuovo dei momenti di confronto nei prossimi mesi per riprendere il lavoro svolto negli anni scorsi e chiederemo un altro incontro al Governo per capire come intendono finanziare le centinaia di situazioni di estremo pericolo alluvionale. In queste settimane abbiamo assistito ad altre terribili alluvioni, tra Sardegna e Sicilia, con tante vittime innocenti, ma al di là della solidarietà del "giorno dopo" non si sa più nulla. Siamo in continuo contatto con i Comitati sardi e le risposte non ci sono come al solito….o sono estremamente lente».

Poi l'affondo di Ghirlanda: «Insomma il bilancio di questi sei anni ci dice che gli argini proseguono anche se a velocità variabili lungo tutto il fiume da Aulla fino alla foce, ma i lavori sono spesso frazionati e lenti, estremamente lenti: la pulizia delle arginature invece, soprattutto alla foce, è stata affrontata con più serietà dall' attuale giunta grazie al coinvolgimento del Canale Lunense e gli argini si presentano tagliati e ben tenuti almeno nella maggior parte dei casi.

Ancora molto critica invece la situazione della pulizia dell'alveo da piantumazioni malate o abbattute dal legname depositato. In questo caso la situazione è disastrosa e credo che si debba procedere con urgenza per evitare situazioni catastrofiche come quella del 25 ottobre 2011 quando il materiale depositato sui piloni del Ponte della Colombiera ne causò la caduta. Ancora inconsistente e burocraticamente intricata la situazione del dragaggio: mentre la parte a monte del Ponte della Colombiera è stata finalmente dichiarata "sovralluvionata" a seguito della pressione costante sui politici da parte dei nostri Comitati e dopo l'ammissione da parte dei responsabili provinciali della Protezione civile, che durante una trasmissione televisiva di un anno fa resero noto che sono quasi 4 i milioni di metri cubi di materiale di sovralluvionamento.

A oggi su questo punto attendiamo l'azione piccola ma utile di asportare 250.000 mc a monte del ponte, ma allo stesso tempo agiremo con forza verso la Regione Liguria per ridare la corretta navigabilità ai due canali di Bocca di Magra e Fiumaretta, oggi, soprattutto l'ultimo completamente interrato. Purtroppo in questo tratto non è più competenza dell'assessore all'ambiente della Regione Liguria, ma dell'assessore alle infrastrutture, in quanto non è previsto alcun dragaggio al fine della messa in sicurezza. Merita inoltre una riflessione anche la situazione dei colatori minori o canali che dir si voglia. In questo caso grazie anche all'inserimento da parte di Giampedrone del Canale Lunense, sono stati fatti passi da gigante e per quanto ci riguarda da più vicino il Canal Grande è stato opportunamente pulito. Tuttavia alla foce dello stesso, deve ancora essere posizionata la stazione di pompaggio fissa e modificata la portella a oggi ancora non funzionante. Su questi punti stiamo dialogando con frequenza con l'attuale assessore all'ambiente del Comune di Ameglia, Andrea Bernava, che ci ha promesso di partire con decisione a inizio anno 2016 in quanto tutto il progetto è pronto e finanziato. Noi attendiamo, ma da gennaio saremo decisi a ottenere l'inizio dell'opera a tutti i costi».

E la conclusione del comitato Volontari del Magra: «Dopo tutto questo debbo, anche dire con rammarico, che la cosa più difficile in questi ultimi anni è stato ed è tutt'ora, far capire alla gente che il pericolo non è scampato solo perché sono 4 anni che la bassa Val di Magra non subisce alluvioni. In questi anni, molti cittadini si sono allontanati dalla nostra lotta solo perché il caso ha voluto che non abbiamo subìto di nuovo un'alluvione, ma non è così.

Anche dal 2000 al 2009 non ci sono state alluvioni, ma poi se ne sono verificate 5 in 4 anni. Dobbiamo agire adesso per evitare le sorprese del passato e abbiamo bisogno che i cittadini delle aree alluvionali ci aiutino a far capire alla politica il nostro messaggio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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