Il Tirreno

I cittadini in prima linea nel piano di protezione civile

di Cinzia Chiappini
I cittadini in prima linea nel piano di protezione civile

Tanti i carraresi che hanno partecipato al percorso partecipativo promosso dal Comune Tra le idee: usare la vecchia sede del tribunale di Carrara come punto di accoglienza per alluvionati

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CARRARA. Oltre 60 partecipanti all'appuntamento conclusivo, un totale di 250 persone intervenute alle riunioni precedenti e soprattutto tanti suggerimenti agli addetti ai lavori e la presa di coscienza che, per essere più sicuri, bisogna impegnarsi e informarsi in prima persona.

È questo il bilancio del percorso di partecipazione per la riforma del piano di protezione civile che si è concluso il 3 dicembre a Carrara. Utilizzare la vecchia sede del tribunale di Carrara o quella della scuola di Battilana come punto di accoglienza e di soccorso per alluvionati; affidare ad almeno un componente di ciascun consiglio dei cittadini eletto sul territorio comunale della delega alla “protezione civile”; introdurre un regolamento che imponga ai privati di provvedere in proprio a tutte quelle piccole opere di manutenzione ordinaria, come ad esempio la potatura degli alberi nei propri giardini, che in caso di calamità possono fare la differenza o più in generale lanciare iniziative di sensibilizzazione per far conoscere a menadito a tutti i cittadini le basilari norme di auto-protezione.

I carraresi, dai paesi a monte al litorale, hanno detto la loro e cogliendo al balzo l’occasione del processo partecipativo sul piano di protezione civile promosso dal Comune di Carrara e finanziato dall’Autorità per la partecipazione della Regione Toscana, non hanno fatto mancare il loro contributo alla “riforma” che vede impegnata proprio in questi mesi l'amministrazione di piazza Due Giugno. L'idea è molto semplice: il municipio sta lavorando a un aggiornamento del piano del 2006 e per farlo ha chiesto la collaborazione dei cittadini. Chi meglio di loro, del resto, conosce le fragilità del territorio o le criticità da affrontare in caso di calamità. Di qui l'idea di attivare il percorso di partecipazione, articolato su tre incontri e un appuntamento conclusivo, che si è tenuto giovedì 3 dicembre a Carrara Fiere, alla presenza di oltre sessanta partecipanti: «Si è trattato di momento di discussione molto intenso e interessante, in cui i protagonisti sono stati i cittadini e i volontari delle associazioni di protezione civile carrarine. Per oltre quattro ore i partecipanti hanno dibattuto attorno alle problematiche cruciali della sicurezza e dell’incolumità pubblica, che incrociano la questione fondamentale dell’efficienza e della funzionalità del piano di emergenza comunale» ha commentato soddisfatto il dirigente alla protezione civile Alessandro Mazzelli.

Ma non solo la serata conclusiva, con tanto di buffet curato dall'istituto Minuto, ha avuto un ottimo riscontro di presenze: sono state, infatti, quasi 250 le persone che hanno preso parte, nelle varie fasi progettuali, a questo primo esperimento di democrazia partecipativa applicata alla protezione civile.

Un progetto sperimentale, visto che mai prima d'ora a livello nazionale un Comune sopra i 50 mila abitanti si era mai cimentato in questo tipo di attività: «È stato un primo passo al quale dovranno seguirne altri nella direzione di far crescere la consapevolezza dei rischi e la conoscenza delle corrette norme comportamentali da adottare in caso di emergenza. Con un’attenzione particolare alle giovani generazioni, che anche in questo progetto partecipativo sono state coinvolte grazie agli incontri effettuati in alcune scuole secondarie di primo grado della città» ha sottolineato l’assessore alla protezione civile Massimiliano Bernardi.

Nei prossimi giorni sul portale “Partecipa Toscana” della Regione nella stanza dedicata al progetto del Comune di Carrara, sarà pubblicato il resoconto del percorso. Successivamente il consiglio comunale, dopo il vaglio tecnico, farà proprie le istanze scaturite dai cittadini e poi la “riforma” del piano di protezione civile proseguirà con l'acquisizione delle conclusioni dello studio sul torrente Carrione curato dal professor Giovanni Seminara e presentato in assise a inizio novembre.

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