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«Un ospedale ancora disorganizzato»
Massa, la Cgil solleva altri problemi sul nosocomio unico: caos in radiologia con il personale e infermieri non formati
MASSA. Infermieri non ancora pronti al nuovo sistema ospedaliero. Tecnici e medici di radiologia costretti a saltare il turno di riposo per non lasciare “scoperto” il reparto. Operatori sociosanitari che saltano da un piano all’altro in fretta e furia per non far aspettare delle ore pazienti che devono essere trasportati. È il nuovo ospedale Apuane “secondo i lavoratori”. «Un ospedale ancora disorganizzato», dice Valerio Musetti, della segreteria della Fp Cgil. Nonostante gli anni di progettazione, nonostante sia l’ultimo dei quattro nosocomi toscani ad aver aperto e nonostante quindi abbia avuto tutto il tempo per guardare gli altri e non ripetere gli stessi errori.
E invece nulla: dalla sala del pronto soccorso troppo piccola alla piattaforma per l’elisoccorso non ancora abilitata; da una sala gessi inadeguata al pronto soccorso pediatrico mai realizzato; per finire con una carenza di personale che costringe medici, primari, tecnici, infermieri, operatori sociosanitari a sacrifici, a doppi turni, a giocarsi tutta la carta della passione per il proprio lavoro: il nuovo ospedale colleziona punti deboli, carenze, ancora ora, a un mese dall’apertura.
Il “caos” nel personale. A partire proprio dall’organizzazione del personale. La radiologia ad esempio adesso è attiva 24 ore su 24 per il pronto soccorso. «Questo significa - spiega Musetti - che sia i tecnici sia i medici dovevano essere aumentati, dal momento che prima a Massa era h24 mentre a Carrara no». E invece il personale è sempre lo stesso. «Sono costretti a saltare il turno di riposo», aggiunge il sindacalista. Anche gli operatori sociosanitari «sono troppo pochi - dice Musetti - rispetto ai posti letto».
Inoltre, stando a quanto riferisce la Cgil, il personale infermieristico non è stato adeguatamente formato al nuovo sistema ospedaliero, dove non esistono reparti e gli infermieri (prima specializzati in un settore) adesso devono occuparsi di qualsiasi tipo di paziente. «Ma l’Asl - dice Musetti - non ha fatto una adeguata formazione e potranno crearsi dei problemi seri».
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Sale piccole. Le misure non sono il forte di questo ospedale. La sala di attesa del pronto soccorso è stata realizzata troppo piccola rispetto alla quantità di utenti che dovrebbe ricevere. Ed è solo grazie all’intuizione del primario, Alberto Conti, che il problema è stato risolto: quello di dividere i pazienti, dopo il triage, in base al codice di priorità in altrettante sale in modo da recuperare 45 posti. La sala d’attesa ad hoc per i bimbi, sul modello Versilia, poi, non c’è, ma l’Asl ha assicurato un percorso “privilegiato” sugli altri pazienti. Troppo piccola, infine, anche la sala gessi. «Completamente inadeguata», dice Musetti.
Piattaforma elisoccorso. È pronta, lato pronto soccorso, riconoscibile dalla “h” gigante. Ma non può essere utilizzata, non è abilitata. E questo perché l’Asl non ha ancora in mano la certificazione definitiva con cui l’Enac dà il via libera ai voli da e per l’ospedale. L’ente nazionale ha, infatti, il compito di regolare, verificare e certificare l’intero comporto dell’aviazione civile. E le certificazioni le rilascia dopo una serie di controlli e sopralluoghi per accertarsi che sussistano tutte le condizioni per la piena funzionalità e la sicurezza. E a un mese dall’apertura del nuovo ospedale gli elicotteri atterrano e decollano ancora al Cinquale: dall’ospedale all’aeroporto ci si va ancora in ambulanza, come se la piattaforma non ci fosse. Anche negli altri ospedali toscani ci sono stati ritardi per quanto riguarda l’elisoccorso. Ma questo, più di una attenuante, sembra una aggravante, dal momento che l’Ospedale Apuane è, come detto, l’ultimo ospedale dei quattro toscani ad aver aperto. Ma dagli errori, sotto le Apuane, non si impara mai.
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