Il Tirreno

Presidio dei sindacati davanti alla Rumianca «Simbolo del territorio»

Presidio dei sindacati davanti alla Rumianca «Simbolo del territorio»

CARRARA. «Perché qui? Perché questo è il luogo simbolo di come gira l’economia della provincia. Terra inquinata e disoccupazione»: l’ex Rumianca, ad Avenza, fabbrica che lavorava nel settore della...

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CARRARA. «Perché qui? Perché questo è il luogo simbolo di come gira l’economia della provincia. Terra inquinata e disoccupazione»: l’ex Rumianca, ad Avenza, fabbrica che lavorava nel settore della chimica e chiusa nel 1984 lasciando un enorme inquinamento. È qui che ieri Cgil, Cisl, Uil hanno convocato una conferenza-presidio per fare il punto di ciò che va e non va nel territorio. Ieri, a dieci mesi di distanza dall’annuncio dello stato di agitazione e dalla firma dell’accordo di programma in cui gli enti locali si impegnavano a investire sul territorio.

Da allora, invece, secondo i sindacati nulla è stato fatto. «I soldi - dice Andrea Figaia, segretario provinciale della Cisl - sono finiti tutti a Livorno e Piombino».

«Il bilancio è ampiamente deficitario», si legge nel documento che i sindacati hanno preparato e che porteranno venerdì all’attivo che prenderà vita nella sala del consiglio comunale di Massa. «Basta chiacchiere, vogliamo atti concreti», incalza Paolo Gozzani, segretario provinciale della Cgil, che ricorda che «i disoccupati sono al 17%, alcuni lavoratori non hanno più ammortizzatori sociali e sono cresciuti i voucher, che spesso rimangono nel cassetto, quindi lavoro nero».

Tanti i punti sollevati nel documento, a partire dal risanamento idrogeologico: «Solo alcune azioni sono state adottate - si legge - per giunta imposte dalle tristi vicende che hanno caratterizzato la nostra provincia. La bonifica della falda industriale, presupposto indispensabile per il recupero delle aree industriali: risposta non pervenuta».

I sindacati avevano preso posizione dieci mesi fa anche a favore dell’ampliamento del porto commerciale e la realizzazione dell’approdo turistico per imbarcazioni da diporto: «tutto questo - scrivono- è ancora da venire». E ancora: «da decenni chiediamo che si creino le condizioni per una filiera del marmo che dia vero sviluppo e ricchezza al territorio e nuova e vera occupazione». E poi, nella situazione di crisi in cui riversa il territorio, ci sono i tagli agli enti locali, la sanità («è stato avviato l’ospedale per acuti senza una rete di servizi territoriali), Gaia che accumula debita con i Comuni, la Cassa di Risparmio di Carrara che nel frattempo è stata assorbita completamente dalla Carige. Anche nelle realtà positive poi c’è del negativo, come nel Nuovo Pignone, dove, per i sindacati «deve necessariamente entrare una nuova cultura che miri ad un’estensione di diritti per tutti coloro che operano all'interno di quel sito produttivo». Situazione critica quindi nel territorio. I sindacati quindi ripartano da dove erano rimasti dieci mesi fa riprendendo lo stato di agitazione: partirà venerdì e andrà avanti tutto il mese con assemblee nei luoghi di lavoro.

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