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Tassa sui rifiuti, Villafranca la rateizza

Tassa sui rifiuti, Villafranca la rateizza

Le famiglie in difficoltà possono fare richiesta e pagarla in 5 tranche. Al via anche gli accertamenti Imu

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VILLAFRANCA. Gli ultimi giorni di novembre scandiscono la chiusura dell’anno di bilancio e impongono eventuali manovre di assestamento per allineare i conti pubblici alle variazioni sia in entrata che in uscita. Il rendiconto presentato dall’amministrazione al consiglio comunale ha mostrato come il conto economico del comune di Villafranca viaggi senza plusvalenze.

Ci sono però delle novità da sottolineare nello sviluppo del servizio di ragioneria. Pro tempore la carica di nuovo gestore del servizio economico finanziario del Comune sarà ricoperta dallo stesso assessore al bilancio, Giammarco Simi, in attesa che si possa sviluppare una forma consociata del servizio con un altro ente.

Un accordo che prenderà forma sono nel 2016 quando si troverà il partner adatto per poter dare il via al servizio consorziato. I bollettini per il pagamento della tassa dei rifiuti l’anno prossimo verranno spediti con una tempistica migliore rispetto a quelle già pervenute nelle cassette delle lettere quest’anno, con un forte ritardo, giungendo già nel marzo del 2016, per consentire così alle famiglie di “spalmare” la cifra. Durante la seduta del consiglio è stato fatto inoltre presente che quest’anno ci sarà la possibilità, per le famiglie che non riuscissero a sostenere il peso delle rate della tassa sui rifiuti, di ottenere, dopo aver fatto richiesta presso l’ufficio tributi, di estendere il numero di rate dalle tre attuali sino ad un massimo di cinque.

Sempre rimanendo in tema di imposte, i cittadini si vedranno recapitare gli accertamenti Imu e Tarsu risalenti al 2009. Anche in questo caso per dubbi o errori nella compilazione, l’amministrazione assicura massima disponibilità ai contribuenti.

Per quanto riguarda il ripianamento del disavanzo, che ad oggi continua ad attestarsi intorno ai 760.000 euro, l’amministrazione sta intraprendendo un percorso assieme alla Corte dei Conti per stilare un piano di rientro della posizione debitoria, magari agendo attraverso la dismissione di proprietà comunali, un’operazione che è sempre stata caldeggiata dall’organo revisore e che potrebbe essere la soluzione più rapida per abbattere definitivamente questo freno che insiste sulle capacità di investimento dell’ente.

Cristiano Borghini

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