«Il dissesto fa ancora paura» I comitati pressano la Regione
Tour dell’assessore Fratoni tra frane e fiumi a rischio da Marciaso a Massa I cittadini alluvionati: Lavello mai scolmato da 15 anni, ci vogliono più soldi
MASSA CARRARA. «Vogliamo dormire tranquilli, anche quando piove. Vi dobbiamo ringraziare: avete fatto molto. Ma non basta. E per questo vi chiediamo ancora attenzione, ancora lavori. Ancora soldi». Composti ma determinati i portavoce dei comitati alluvionati di Massa lanciano il loro grido di allarme all’assessore all’Ambiente e alla Difesa del suolo della Regione Federica Fratoni che ieri ha fatto un tour tra i (tanti) luoghi del dissesto della provincia, dalla Lunigiana a Massa, passando per Carrara.
Le ferite inferte dall’alluvione del 10 novembre 2012 a Massa fanno ancora male, dicono quelli dei Comitati. E se gli interventi finora eseguiti hanno sì mitigato il pericolo di nuove alluvioni e frane, la sicurezza ancora non è stata raggiunta. «Sul reticolo del Cocombola – dice ad esempio Giorgio Berti presidente del Comitato di Romagnano – sono state fatte opere importanti, ma ci sono tratti del fosso che non sono stati toccati, c’è ancora il ponte sull’Aurelia che crea problemi, ci sono tombature non rimosse: dei buchi che rischiano di vanificare l’efficacia degli interventi già realizzati».
Ci sono problemi anche sul Lavello, rimarca Giancarlo Casoti, portavoce del comitato di Alteta: «Quel fosso non viene scolmato e pulito da 15 anni. Ci dicono che c’è un progetto da 1,5 milioni per farlo, finalmente. Ebbene, chiediamo che siano messe risorse su questo progetto».
E allora i comitati degli alluvionati – oltre a Romagnano, e Alteta, quelli di Ricortola con Ivo Zaccagna e di Mirteto con Andrea Grassi – avanzano le loro richieste. Altre risorse per altri interventi , in primis, anche perchè, sottolinea Casotti «nel 2016 non ci sono nuovi finanziamenti». Un incontro in Regione, poi, con i tecnici, per fare il punto su quali cantieri fare avanzare per primi.
L’assessore Fratoni rassicura che l’attenzione della Regione Toscana sul territorio apuano «rimane alta». M aannuncia anche una novità: la legge di stabilità – dice in sostanza – obbliga la Regione a spendere solo quello che incassa (dallo Stato). Perciò la programmazione degli interventi deve cambiare: bisogna fare partire quelli che sono in stato di progettazione più avanzato. E questo faremo con la collaborazione dei tecnici. Una ri-calibrazione delle opere finanziate dalla Regione che no dispiace ai comitati: «Anche npi chiediamo che le risorse disponibili vengano dirottate sugli interventi immediatamente cantierabili», dice Ivo Zaccagna.
Nella giornata, l’assessora Federica Fratoni ha fatto un sopralluogo sulle frane di Mezzana e Marciaso in Lunigiana provocate dagli eventi calamitosi del 2010 e 2011 e complicatisi in seguito agli eventi successivi. Con lei il consigliere regionale Giacomo Bugliani, oltre al sindaco di Fosdinovo, Camilla Bianchi, quello di Fivizzano, Paolo Grassi, e il sindaco di Casola in Lunigiana, Riccardo Ballerini.
Per la frana di Mezzana, provocata dall'alluvione del 2011 e aggravatasi a seguito del terremoto di Fivizzano del 2013, la Regione, dopo aver finanziato il progetto con 30mila euro, ha stanziato 400mila euro al Comune di Fivizzano. I lavori sono iniziati da circa due mesi e gli interventi realizzati rappresentano quasi il 60% del totale.
Per la frana di Marciaso, nel Comune di Fosdinovo, dove i primi dissesti si sono verificati dopo l'alluvione dell'ottobre 2010, sui quali poi si sono aggiunte le alluvioni dell'ottobre 2011 e novembre 2012, la Regione ha finanziato al momento il progetto con un contributo di 30mila euro, che sarà assegnato entro la fine dell'anno.
Un sopralluogo anche sul Carrione a Carrara, dove l’assessora ha rinnovato l'impegno già preso durante l'ultimo Consiglio comunale aperto, cioè quello di non far mancare l'apporto finanziario necessario e portare avanti tutte le indagini e gli studi mirati alla conoscenza approfondita, sia dal punto di vista del contenimento idraulico che della stabilità dei manufatti arginali, della situazione di rischio connessa con il torrente Carrione.
Claudio Figaia
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