Il Tirreno

Minorenne in schiavitù per paura della magia nera

Minorenne in schiavitù per paura della magia nera

La piccola era stata costretta a lasciare la Nigeria da una gang di sfruttatori Venti persone sono state condannate, adesso c’è il processo alla sua madame

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MASSA. È stata lei, secondo l’accusa, a far arrivare in Italia quella ragazza nigeriana, ancora minorenne nel 2011, e a costringerla a prostituirsi. Minacciando lei e la sua famiglia, così come era capitato ad altre donne africane che la gang di sfruttatori aveva scelto per incrementare il loro giro di affari. L’operazione si chiama Caronte ed è iniziata nel 2011, da allora sono state arrestate e condannate una ventina di persone. A Massa si svolge un processo stralcio in corte di assise. Con una sola imputata: Soyer Lovert, è una donna nigeriana. Ed è accusata per l’appunto di aver ridotto in schiavitù una giovane connazionale e di averla costretta a prostituirsi. Tutto documentato da una lunga serie di telefonate intercettate. Che sono state certificate nell’udienza di ieri, risentendo i testi del pubblico ministero Federico Panichi, della Direzione distrettuale antimafia di Genova.

A sfilare davanti al collegio dei giudici presieduti da Giovanni Sgambati, i militari della guardia di finanza che hanno condotto le indagini. Partite da La Spezia, hanno accertato che l’associazione criminale aveva il suo vertice in Nigeria, con ramificazioni in Stati africani (Niger e Libia) e europei (Italia, Francia e Germania). A coordinare le operazioni è stato il procuratore capo di Genova, Michele Di Lecce, coadiuvato da Panichi. Oltre alle 22 arrestate erasno state denunciate altre 54 persone. Un po’ ovunque: a Torino, Milano, Verona, Reggio Emilia, La Spezia, Crotone e Salerno. L’organizzazione nigeriana individuava quote di clandestini, per lo più donne, da inviare in Europa. Alle ragazze veniva promesso un posto di lavoro, ma una volta espatriate venivano sistematicamente costrette a prostituirsi. E’ stato calcolato che negli ultimi 3 anni sono state fatte entrare clandestinamente in Europa circa diecimila persone. I clandestini venivano condotti prima attraveso il deserto del Niger e della Libia, poi ammassati in campi di concentramento lungo le coste libiche, in attesa di essere trasferiti a Lampedusa. Successivamente venivano smistati ai centri di accoglienza di Puglia, Molise, Campania, Calabria e Sicilia. A questo punto nigeriani già residenti in Italia si attivavano per farli fuggire dai centri a prenderli alle loro dirette dipendenze.

Sandra (nome di fantasia perché la ragazza era minorenne) dovrà tornare in aula - il processo è ripartito da capo per un errore e per questo viene celebrato a Massa anziché a La Spezia - a raccontare l’orrore di quei mesi passati nelle mani di Lovert e del resto della gang di sfruttatori. Che le facevano credere di essere in grado di farle un rito voodoo per mettere fine alla sua vita e a quella dei suoi parenti più stretti.

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