Il Tirreno

«I cartelli sbagliano, non siamo più capitale del marmo»

di Luca Barbieri

Numerosi gli interventi alla giornata di studio sulla pietra organizzata dalla Aruntica. Lucchetti: «Leadership erosa»

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CARRARA. Carrara e il suo marmo, inevitabilmente legati con un filo indissolubile. Una storia millenaria piena di contraddizioni e connotata da numerose sfaccettature sociali, culturali, politiche ed – ovviamente – economiche. E proprio di questo si è parlato alla riunione di studio della Accademia Aruntica di Carrara, tenutasi sabato presso la biblioteca civica Lodovici di piazza Gramsci. Accademia Aruntica di Carrara che, da oltre vent’anni, si pone come obiettivo quello di valorizzare la cultura carrarese, attraverso studi e approfondimenti.

Davanti a una sala Gestri gremita si sono susseguiti, dunque, interventi che hanno analizzato da più punti di vista il rapporto tra il marmo, Carrara e la sua gente: dalla “Storia dell’escavazione del marmo di Carrara” con il professore Daniele Canali, alla legislazione in materia passata e presente con il geologo del comune di Carrara Antonino Criscuolo con “La normativa delle attività estrattive nei bacini marmiferi di Carrara”. E ancora: “Boutros Romhein e la sua piccola Accademia delle Canalie” di Romano Bavastro, un focus sullo scultore siriano Boutros Romhein, da oltre trent’anni a Carrara e che alle Canalie ha un atelier e una “scuola” di scultura; “Genesi e sviluppo delle cooperative nell'industria dell'escavazione del Marmo di Carrara”, intervento di Anselmo Ricci, presidente della cooperativa dei cavatori di Gioia. È intervenuto inoltre Eric Lucchetti, presidente dell’Associazione degli industriali di Massa Carrara, con una relazione su “Il mercato del marmo di Carrara nello scenario dell'economia globale”. «I grandi numeri del settore marmi pietre nel mondo – ha esordito Lucchetti – evidenziano un primo dato di fatto: diversamente da quanto c’è scritto nei cartelli all’ingresso del Comune di Carrara e negli statuti della vostra prestigiosa Accademia, non siamo la capitale mondiale del settore; non lo siamo decisamente in termini quantitativi; e anche in termini qualitativi, la nostra leadership si è erosa». Lucchetti ha poi proseguito sottolineando il predominio di paesi emergenti come Cina e India, ma – ha precisato il presidente – «l’Italia (e Carrara con l’Italia) resta comunque un grande protagonista del settore, in particolare nei prodotti lavorati», infatti «i nostri marmi godono di una notorietà straordinaria; ma ancora più importante sono il bagaglio di professionalità nella lavorazione che è presente nel nostro territorio, la nostra capacità di inseguire e di anticipare le richieste del mercato». Per quello che riguarda direttamente il nostro territorio, invece, «La produzione di marmi nelle cave di Carrara è pari da anni – si legge dal proseguimento della nota dell'esposizione – a 930/950.000 tonnellate; venti anni fa se ne produceva il 15% in più. Il distretto di Carrara da anni è assestato sul 10% della produzione nazionale di pietre. Una parte di noi, tuttavia, fa ancora fatica ad accettare questo dato di fatto, la realtà è diversa: Carrara è sì un player importante di livello mondiale, ma questo vale solo se mettiamo insieme tutti gli operatori del marmo che sono alcune centinaia. Oggi Carrara è un riferimento assoluto nello scenario economico globale grazie ai suoi materiali, ma lo è anche per il know how. Questo è il vero patrimonio che ci dà fiducia per il futuro». «La sfida ambientale – ha concluso il presidente – deve essere trasformata in un’opportunità di crescita, puntando su quei settori, come il lapideo, in cui il nostro territorio vanta una filiera produttiva da tutti riconosciuta e apprezzata. Le politiche per questi obiettivi non sono da considerare antagoniste rispetto alle esigenze di sostenibilità e di tutela ambientale, ma vanno coordinate al fine di individuare un punto di equilibrio accettabile per tutta la nostra comunità della quale siamo orgogliosi da fare parte». Un’interessante e stimolante giornata di studio, quindi, e soprattutto di importanti riflessioni per quanto riguarda il nostro territorio, conclusasi con l'architetto Lorenzo Secchiari e “Le cave di Carrara: musei di marmo”.

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