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il futuro dell’opa

«Gravi ritardi sul punto nascita» La Cgil attacca: manca personale

«Gravi ritardi sul punto nascita» La Cgil attacca: manca personale

MASSA. I soldi ci sono, il progetto pure. E dal 23 ci saranno anche gli spazi». Così, alcuni giorni fa Luciano Ciucci, direttore della fondazione Monasterio rassicurava sul futuro dell’Opa sarà...

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MASSA. I soldi ci sono, il progetto pure. E dal 23 ci saranno anche gli spazi». Così, alcuni giorni fa Luciano Ciucci, direttore della fondazione Monasterio rassicurava sul futuro dell’Opa sarà “svuotato” del dipertimento Materno infantile, che trasloca da Montepepe al nuovo presidio ospedaliero di viale Mattei. Un futuro che si chiama punto nascita di terzo livello: un polo ultraspecializzato per assistere la nascita di bambini cardiopatici (o con madri malate di cuore) voluto dalla Regione Toscana e finanziato con 10 milioni di euro.

Ma per la Cgil Funzione Pubblica c’è poco da essere ottimisti. «Ad oggi – denuncia Valerio Musetti, segretario della Cgil sanità – lavoratori, medici e ostetriche, che avevano già inoltrato alla direzione aziendale proposte e perplessità ( alle quali la direzione non ha dato nessuna risposta) sono molto preoccupati per il servizio che dovrà essere erogato all'interno dell'Ospedale del cuore Pasquinucci in attuazione della delibera n.792 per le donne con feti cardiopatici. A oggi non è stato fatto alcun incontro tra azienda-fondazione Monasterio e organizzazioni sindacali».

Musetti parla di gravi ritardi: «La delibera regionale definisce che la piena attuazione dell'organizzazione dell'area nascita con caratteristiche di terzo livello doveva essere fatta entro giugno 2015 e che tale organizzazione doveva essere pienamente operativa prima del definitivo trasferimento delle attività del dipartimento Materno Infantile dell’Asl al Nuovo Ospedale delle Apuane. Ma non è stato fatto: finora non si è discussa nè l’organizzazione del lavoro, nè chi dovrà fare che cosa dentro alla fondazione, nè con quali risorse, nè ci risultano procedure o appositi atti che descrivano modi e tempi dell'apertura di terzo livello».

Un centro di terzo livello deve rispondere a standard operativi e di sicurezza particolari, come la presenza di un pronto soccorso ostetrico-ginicologico su 24 ore, la presenza di personale ostetrico-ginecologico h 24, la garanzia delle risorse professionali e delle competenze per l'effettuazione di qualunque intervento di emergenza, in modo da mettere in sicurezza la madre ed il nascituro». Ebbene, secondo Cgil tutto questo non è finora stato fatto: «Medici e ostetriche sono attualmente in numero appena sufficiente per consentire lo svolgimento delle attività del Materno infantile. Con questo organico non è possibile l'apertura del punto nascita all'interno della cardiochirurgia. È necessario per mettere in sicurezza le donne gravide, i bambini che dovranno nascere e il personale sanitario, il potenziamento di personale, così come definisce la delibera, in modo da garantire la piena operativita della nuova sede del punto nascita».

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