Colpi alle Poste, le forze dell’ordine cercano il basista
Massa, secondo gli inquirenti i ladri vanno a colpo sicuro, da qui il sospetto che qualcuno li stia aiutando
MASSA. Il sospetto è che i furti di raccomandate alle Poste di via Carducci siano frutto di un piano ben preciso. Secondo gli inquirenti - l'indagine è nelle mani della polizia postale - qualcuno sta cercando di intercettare un documento che ritiene di vitale importanza. Talmente importante da rischiare l'arresto. Ma cosa? Difficilmente vengono spedite somme di denaro (e se ciò avviene, generalmente è tramite assegni circolari non riscuotibili da chi non è l'intestatario). Scartata l'ipotesi dei soldi, gli agenti stanno vagliando altre possibilità come le nuove carte di credito o i bancomat inviati dalle banche ai propri clienti (per motivi di sicurezza questi vengono generalmente spediti separatamente dal codice pin con cui utilizzarli) oppure come documenti spediti per posta (le nuove patenti di guida).
Ma come detto può essere un documento che ha importanza per una persona e che non vuole che raggiunga il destinatario a cui è stato recapitato. E l'unico modo che ha per impedire il recapito è il furto. La prima volta non ha trovato nulla, la seconda può darsi. E la terza?
La polizia è convinta comunque che sono più persone quelle che hanno agito e il sospetto è che siano state imbeccate da qualcuno che quell'ufficio postale di via Carducci lo conosce bene. Probabilmente potrebbe trattarsi anche di un dipendente che ha fatto da basista, fornendo le informazioni a chi stava progettando il colpo. Ma al momento di elementi per poter dire che c'è un complice non ce ne sono: ha sorpreso però la facilità con cui si sono mossi all'interno degli uffici i ladri. Tanto da scartare a priori le raccomandate in giacenza, quelle che i postini avevano già tentato di recapitare. Così come le buste in partenza non sono state neppure sfiorate. Perché?
Le Poste dopo i due furti si sono messe al lavoro per ricostruire il percorso delle raccomandate, contattare i mittenti e ridurre al minimo i disagi per gli utenti. L'azienda di recapito ha fatto anche di più, aprendo una sorta di indagine interna per capire se ci sono delle responsabilità da parte di qualcuno che lavora all'interno della filiale visitata dai soliti ignoti. Un'indiscrezione, questa, che confermerebbe i sospetti della polizia, sempre più a caccia di un ipotetico basista.
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