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La nipotina accusa «Violentata da zio quando era a casa»
MASSA. Una storia delicatissima. Una violenza in famiglia, consumata proprio tra le mura di casa e rimasta sopita per otto anni nella mente di una giovane che, all’epoca dei fatti (siamo nel 2004)...
MASSA. Una storia delicatissima. Una violenza in famiglia, consumata proprio tra le mura di casa e rimasta sopita per otto anni nella mente di una giovane che, all’epoca dei fatti (siamo nel 2004) aveva soltanto otto anni. La ragazza, ancora bambina, era costretta a subire le violenze dello zio. Atti sessuali che avvenivano quando la piccola si trovava in casa da sola con lui. Senza che nessuno, in famiglia sospettasse nulla. E senza che la stessa giovane ne parlasse. Fino al 2012, quando l’orrore era venuto a galla. Ieri era prevista la sentenza, ma due testimoni non si sono presentati e quindi tutto è stato rinviato al 9 dicembre.
Una vicenda che è stata affrontata dal sostituto procuratore Alessandra Conforti. Il pubblico ministero ha incaricato i carabinieri di trovare le prove del racconto dell’adolescente. E i militari hanno fatto il loro dovere, scoprendo un sommerso fatto di violenza e disagio. La vittima quasi per liberarsi da questo incubo aveva scritto una lettera, accorata, alla sua psicologa. Una lettera vergata di suo pugno nella quale, fra le lacrime, raccontava quello che le era successo, quanto aveva dovuto subire, bambina, dallo zio che, a causa di problemi di salute, viveva a casa con lei.
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