Il Tirreno

Hotel dismessi «Il regolamento limita i recuperi»

di Melania Carnevali
Hotel dismessi «Il regolamento limita i recuperi»

Le critiche degli albergatori al piano urbanistico «Stiamo preparando osservazioni comuni»

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MASSA. Differenziare le norme in base al tipo di struttura e rivalutare i cambi di destinazione d’uso. Sono due degli punti su cui verteranno le osservazioni degli albergatori al regolamento urbanistico comunale, saltate fuori martedì pomeriggio dall’incontro che ha preso vita nelle sede di Confimprese Massa Carrara e Versilia. Una quarantina gli albergatori che hanno partecipato a quello che voleva essere «solo un primo incontro fra gli operatori del settore», chiarisce Claudio Lotto, rappresentante della categoria e presidente di Confimprese Massa Carrara e Versilia, per riflettere, confrontarsi, trovare un filo conduttore sulle osservazioni da presentare entro il 21 dicembre al Comune. Perché se non tutto è da buttare, così scritto, il regolamento penalizza anche gli albergatori, o almeno questo è quello che la categoria sostiene.

I proprietari potranno infatti sopraelevare la loro struttura ricettiva di un solo piano, rendendolo grande quanto il piano già esistente. Inoltre potranno ampliare fino al 30% della struttura già esistente. E ancora: anche loro potranno demolire e ricostruire con ampliamento del 30% e delocalizzare l’albergo, con la possibilità di acquisire le aree intorno all’immobile esistente. Infine, per quanto riguarda le dismissioni degli alberghi: potranno chiedere il cambio di destinazione d’uso in residenziale soltanto quelli con meno di 25 posti letto o meno di 13 camere, meno quindi di quelli previsti nel vecchio piano degli alberghi che invece prevedeva che il cambio di destinazione d’uso potessero chiederlo le strutture con al massimo 24 camere (quasi il doppio quindi di quelle previste nell’attuale regolamento). Inoltre, per farlo, per cambiare destinazione d’uso dovranno - come in qualsiasi altre comune - pagare oneri di urbanizzazione non proprio economici.

Gli albergatori battono i pugni. «Questo regolamento - commenta Lotto - considera tutto il litorale e tutte le strutture ricettive uguali, concedendo a tutti, senza distinzione un ampliamento massimo del 30%. Ma un hotel a 4 stelle deve avere certi requisiti e quello a 2 stelle altri, come ad esempio le camere di una certa grandezza o un certo numero di sale di attesa. Così si limita la crescita». Ma agli albergatori non va giù nemmeno la questione dei cambi di destinazione d’uso. «Questo strumento inserisce parametri troppo restrittivi - incalza Lotto - che non favorirà il recupero delle strutture dismesse. Come il tetto a 13 camere per chiedere il cambio di destinazione d’uso e il fatto che una parte, con il cambio, debba essere destinato a di edilizia pubblica. Senza dimenticare che un proprietario deve aspettare cinque anni, in cui paga l’Imu. Così non si incentiva il recupero ma l’abbandono di strutture che non si riesce più a portare avanti». Quello di martedì era appunto solo un primo incontro. Settimana prossima gli albergatori si incontreranno nuovamente per buttare giù osservazioni comuni.

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