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Svuotato il monoblocco di Carrara tutti i pazienti al Noa
Trasferiti i ricoverati a Carrara: 56 viaggi in ambulanza e decine di operatori Prossime tappe il trasloco del materno infantile e la centrale unica del 118
MASSA CARRARA. Adesso gli operatori del 118 possono tirare un bel sospiro di sollievo: hanno affrontato - e superato - una delle prove più difficili da quando si è aperta la partita del nuovo ospedale. Dalle 8 del mattino alle 17 e 30 del pomeriggio, hanno accompagnato in viale Mattei i quasi sessanta pazienti ancora ricoverati all’ospedale di Carrara: operazione delicatissima che ha impegnato per un giorno il 118. Il trasferimento dei pazienti è l’ultimo atto di un complesso percorso. A ricordarne le tappe è il dottor Roberto Vatteroni che il 118 lo coordina: «Su ciascun ricoverato - spiega - sono state fatte attente valutazioni per definirne la gravità e le conseguenti esigenze. Sono state compilate schede per individuare le specifiche necessità del paziente durante il viaggio da Carrara al nuovo ospedale». I più gravi sono stati accompagnati dal medico, alcuni - per abbreviare la permanenza in ambulanza - hanno raggiunto Massa attraverso la via dei Marmi. Al lavoro, dal primo mattino, 15 ambulanze, decine di volontari, 5 medici, infermieri al monoblocco per assistere i pazienti in partenza, e al Noa per riceverli.
Le ambulanze - non sono stati utilizzati i mezzi destinati alle emergenze - hanno accesso i motori alle 8: a Carrara un’area del parcheggio retrostante il pronto soccorso è stata dedicata proprio alle ambulanze per cui l’azienda sanitaria ha disegnato un percorso stradale, fino al Noa. Lì, ad accogliere i pazienti, 3 infermieri che si sono studiati a menadito gli interni dell’edificio e hanno “scortato” i nuovi ospiti fino alle degenze. A ciascuno, infatti, nel rispetto dell’organizzazione ospedaliera, è stato assegnato un preciso posto letto; già definita, in base alle patologie, anche la dieta dedicata ai ricoverati.
La prima tranche del trasferimento è iniziata alle 8 e proseguita fino alle 12 e 30 con una partenza ogni 15 minuti. Stesso modello il pomeriggio, dalle 14 alle 17 e 30. In mattinata hanno raggiunto il Noa i pazienti ricoverati in Utic (l’unità di terapia intensiva cardiologica), neurologia, chirurgia e medicina donne. Il pomeriggio il viaggio verso viale Mattei l’hanno affrontato i pazienti di medicina mista e medicina uomini. Per un totale di 56 persone che, lasciata alle spalle la capitale del marmo, hanno raggiunto il nuovo ospedale.
Completamente deserte quindi le camere del vecchio ospedale massese, abbandonate già venerdì e quelle del monoblocco di Carrara dove da ieri, nel tardo pomeriggio, non c’è più un’anima. È il concretizzarsi del nuovo modello organizzativo firmato Noa. Ma le sfide per il 118 non sono ancora finite: il 23 metterà a disposizione uomini e mezzi per il trasferimento dei pazienti di ostetricia, ginecologia, pediatria e neonatologia.
Poi l’ultimo step e questa volta a traslocare sarà proprio il 118 che dal 1° dicembre confluirà nella centrale operativa unica ospitata all’ospedale versilia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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