Trasloca la maternità All’Opa via ai lavori
Dal 23 novembre si nasce al Noa, il cardiologico si allarga
MASSA. Il nuovo ospedale c’è e funziona, ma non ha ancora emesso il primo vagito. Perché in viale Mattei non si è ancora affacciato alla vita un piccolo apuano.
Se i vecchi reparti sono andati in pensione, se a Massa e Carrara le luci si sono spente, a Montepepe, invece, le lampadine sono accese eccome e il lavoro procede. La svolta arriverà lunedì 23 novembre quando le sale parto al primo piano dell’ospedale delle Apuane apriranno i battenti. Ostretricia, ma non solo. Faranno i bagagli, direzione Noa, anche ginecologia, neonatologia e pediatria: con il materno infantile si concluderanno definitivamente i trasferimenti. Risultato: tutte le specialistiche convivranno in uno stesso edificio.
Insomma, il 23 si chiude la partita “trasloco”, se ne apre, però, un’altra perché le mamme e i loro piccoli se ne vanno da Montepepe e liberano centinaia di metri quadrati. Metri - eccola la seconda partita - da occupare. A farlo sarà la Fondazione Monasterio di cui il materno infantile è stato ospite per anni. Insomma, la Fondazione dovrà mettersi all’opera - e in parte già lo ha fatto - e inaugurare la stagione dei progetti e dei cantieri.
Le sorti della Monasterio, “mamma” dell’ospedale del cuore (l’Opa), e quelle del materno infantile sono state a lungo legate a doppio filo: uno dei punti di forza del cardiologico è stata proprio la presenza, nello stesso edificio, delle sale parto. La mamma cardiopatica, la donna che accoglie nel pancione un bimbo con patologia cardiaca, sanno di trovare, ad un corridoio di distanza, cardiologi, cardiochirurghi e ginecologi. Così quando l’azienda sanitaria conferma che si nascerà al Noa, l’Opa trema: teme che quello sia il primo passo verso il suo smantellamento. Un pediatrico cardiologico - questa la preoccupazione - senza una sala parto, è mutilato. A rassicurare la Monasterio ci pensa la Regione: mette sul tavolo 10 milioni di euro per potenziare il cardiologico. Potenziamento che si traduce in un progetto di collaborazione con la scuola Sant’Anna, in una ristrutturazione dello stabile di Montepepe. E nella creazione, proprio all’interno di quell’edificio, di un punto nascita di terzo livello (vedi articolo accanto). Sala per il parto naturale e il parto cesareo destinata a madri cardiopatiche o con feti cardiopatici. I soldi da Firenze - parola di Luciano Ciucci, direttore della fondazione Monasterio - già ci sono e c’è anche il progetto per la realizzazione di tutto il nuovo blocco operatorio. Adesso, dal 23, ci saranno pure gli spazi: l’area occupata dal materno infantile sarà, infatti, completamente libera. «Siamo impegnati - Luciano Ciucci fa il punto - su due progetti. Dobbiamo riqualificare - e questo è il primo impegno - gli spazi fino ad ora occupati da ginecologia, ostetricia e pediatria. Lì, infatti, trasferiremo tutte le degenze del cardiologico. Si tratta di lavori non troppo complessi. Prevedo la sistemazione della aree già per i primi mesi del 2016». Più impegnativo, invece, l’altro fronte, quello della sistemazione degli spazi in cui adesso lavora la Fondazione: lì sorgerà il nuovo blocco operatorio. Il progetto c’è, è al vaglio degli organi competenti, ma i tempi di esecuzione sono più lunghi: il termine definito dalla Regione, negli accordi, è il giugno 2017. Per quella data il cardiologico occuperà l’intero edificio di Montepepe. Obbiettivo fissato: si parte il 23 novembre.
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