Meteo
Pattini e primi baci, i marinelli ricordano la “loro” Caravella
Marina di Carrara. I ricordi: su quel palco il Cantagiro con Pippo Baudo
CARRARA. Qui, in questo spazio oggi invaso da aghi di pino, cartacce e bottiglie vuote, una intera generazione ha messo i pattini a rotelle e imparato a volteggiare.
In quel palco, che ora si stenta a riconoscere, è salito pure Pippo Baudo per un Cantagiro di tanti anni fa. E si è esibito Mal dei Primitives.
Per ben sei edizioni sono stati spillati proprio da qui i litri di bionda della festa della birra. Ma, soprattutto in questa vecchia e ormai da troppo tempo dismessa pista da pattinaggio, molti hanno vissuto il primo amore.
La Caravella fa parte del patrimonio storico, dei ricordi, di tanti marinelli. E in molti hanno tirato un sospiro di sollievo alla notizia che rimarrà comunale e non se la comprerà qualche privato, come era stato ventilato in passato.
[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.12431964:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/massa/cronaca/2015/11/12/news/l-operazione-1.12431964]]
Adesso, in attesa che da Palazzo civico facciano conoscere i progetti non solo per la Caravella ma anche per tutta quella ex fascia recuperata dal Demanio, a Marina ci si interroga sul futuro dell’area. E le idee sono tante, quella che prevale è di far tornare la Caravella quella che è stata in passato, un centro di aggregazione per i giovani e soprattutto un angolo di verde a pochi passi dal mare.
«Marina di Carrara quando eravamo ragazzi era la Caravella - dice Stefano Bastieri, titolare del bar Blue Angel in via Venezia - Credo che tantissimi di noi i pattini per la prima volta se li siano messi lì, nei tanti pomeriggio passati nella pista in pineta. La Caravella era un ritrovo, era il luogo dove ci si incontrava tutti anche perché non è che ci fosse molto altro: o stavi in pista a pattinare o fuori a giocare a pallone. Penso che per quelli della mia età, io sono del 1964, è stato il luogo dove ci sono stati i primi amori e proprio per questo motivo a quel luogo sono legati ricordi bellissimi. È importante che torni al Comune e credo che la cosa migliore sarebbe mantenerla come centro di aggregazione, magari con un parco giochi a zero impatto ambientale».
Anche Luca Rossi, titolare del negozio Rossi calzature, proprio nel cuore di Marina di Carrara, la Caravella non deve essere stravolta. Rimessa a posto sì ma con grande spazio al verde e alla pineta.
«Credo che quello che oggi manca di più a Marina siano gli spazi sociali - spiega Luca Rossi - i ragazzi vengono qui, in via Rinchiosa, una volta c’era la Rotonda, c’era via Roma a Carrara ma adesso questi luoghi di aggregazione non esistono più. Proprio per questo credo che la Caravella debba ritornare quello per cui era nata: un punto di incontro, dove il pattinaggio era il pretesto per vedere gli amici e per le prime storie d’amore».
«La Caravella dovrebbe essere lasciata così com’è, ed essere trasformata con pochi interventi - continua Luca Rossi - in uno spazio sociale dove magari sedersi su una panchina a leggere un libro. Io lo faccio spesso, nelle pinete che per Marina sono una grande risorsa e come tali devono essere valorizzate».
Un’altra memoria storica della Caravella è quella di Franco Ghirlanda: «Ero un ragazzino e mi ricordo il Cantagiro con Pippo Baudo - racconta - ma anche Mal dei Primitives. Si andava a pattinare e c’erano anche le squadre di hockey, un bar con il bowling. Insomma era il luogo di Marina dove si passava tutti, dove ci si vedeva fra amici e si trascorrevano giornate intere».
Per Ghirlanda la Caravella, con tutto l’affetto del suo ricordo, però npn dovrebbe essere lasciata così com’è.
«Io me la immagino diversa, magari con dei bei negozi, come un primo biglietto da visita del nostro litorale»: commenta rispetto al futuro di un’area a cui i marinelli vogliono davvero tanto bene.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
