Il Tirreno

Il caso

Gpl invece del metano: bolletta da 18.000 euro

Gpl invece del metano: bolletta da 18.000 euro

Carrara, per 5 anni non gli arrivano le fatturazioni, poi arriva una stangata, sbagliata Lui fa ricorso con Federconsumatori e ottiene indennizzi e rateizzazioni

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CARRARA. Le bollette del riscaldamento non arrivavano mai a casa del signor Mario (nome di fantasia). E neanche quelle dell’elettricità. Lui, all’inizio, non ci pensa. Man mano che passa il tempo, tuttavia, si insospettisce e cerca di capire perchè. Al call center dell’Eni, gli assicurano che accerteranno e che presto le fatture arriveranno. Passano i mesi e non succede niente. Mario richiama e non succede niente. E così per anni. Dall’ottobre del 2008 all’agosto del 2013.

Poi, il conto arriva, tutto insieme. 15.163,03 euro per il riscaldamento; 2.920,57 per l’energia elettrica (entrambi faturati da Eni). Con un particolare: il gestore chiede quella somma per consumo di Gpl. Mentre il signor Mario ha un allaccio con il metano, come tutti gli altri appartamenti del palazzo in cui vive, a Carrara.

A quel punto il nostro consumatore si attacca al telefono: vuole sapere perchè per tutto quel tempo non gli sono state recapitate le bollette. Soprattutto, però vuole fare capire che la sua caldaia va a metano, non a gas liquido. E che il conto che gli hanno presentato (il gpl è molto più caro) proprio non va. Non cava un ragno dal buco, con i numeri verde. E neanche con un reclamo scritto. Prova addirittura a scrivere a Paolo Scaroni, all’epoca amministratore delegato di Eni, Niente.

Alla fine si rivolge a Federconsumatori che promuove un ricorso all’Autorità per l’energia davanti alla commissione conciliativa. E ottiene vittoria, su tutti i fronti: un indennizzo di 494,37 euro per la ritardata risposta al reclamo e per gli interessi maturata calcolata su una tariffazione errata. Ottiene inoltre un piano di rateizzo con rate mensili non superiori a 100 euro mensili, senza applicazione di interessi o altre somme aggiuntive.

E, cosa più importante, Eni riconosce l’ovvio, è cioè che al suo cliente fornisce gas metano e non gpl. Il che vuol dire che la superbolletta per tutti quegli anni non pagati non è di 15mila euro ma di 3mila-3.500 euro (il ricalcolo preciso non è ancora stato fatto).

Per quanto riguarda la fornitura di energia elettrica, Eni riconosce all’utente una somma a titolo di ristoro di 150 euro e la rateizzazione del “bollettone”. Grazie all’associazione in difesa dei consumatori e alla conciliazione, insomma, il cittadino si è visto riportare alla normalità la sua situazione. Ma che fatica.

E poi resta il mistero del perchè Eni fatturasse al suo cliente gas petrolio liquefatto mentre gli forniva gas metano (che costa all’incirca un terzo) e del perchè per cinque anni ha dimenticato di inviargli le bollette.

 

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