Il Tirreno

La Regione assicura «I soldi ci sono»

di Alessandra Vivoli
La Regione assicura «I soldi ci sono»

L’assessore Fratoni: il Carrione è una priorità assoluta

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CARRARA. «Il Carrione è una priorità della Regione Toscana e i soldi per i lavori ci sono, ci saranno». La buona notizia, in una seduta di consiglio che, di fatto, in nome della messa in sicurezza del Carrione ha decretato l’abbattimento dei ponti, del Mulino Forti e di una fetta di storia della città, arriva dall’assessore regionale Federica Fratoni. «Oggi, in giunta il presidente Enrico Rossi mi ha detto: vai a Carrara e riferisci che il Carrione è un delle priorità, non ci sono problemi di risorse. E quindi se il portafoglio si ha da aprire si aprirà per questa parte della Toscana».

Un impegno forte e ufficiale, visto che è stato preso davanti al consiglio comunale convocato - così ha spiegato il sindaco Angelo Zubbani - “simbolicamente” a Marina di Carrara, territorio che lo scorso anno ha subito i danni dell’alluvione.

L’assessore regionale ha anche sottolineato la necessità di un percorso partecipativo: «Serve il contributo di tutti perché ci sono decisioni coraggiose da prendere e la partita si giocherà sulle spalle di tutti noi».

Un messaggio che ha assunto un valore particolarmente forte nel momento in cui il professor Giovanni Seminara ha annunciato i provvedimenti necessari dopo la Tac (l’ingegner Giovanni Massini ha usato proprio questo termine medico per indicare le 1300 prove e sondaggi dalla foce al centro storico) effettuata in un anno di studi sul Carrione. Il professor Seminara ha recitato il de profundis per il ponte della Bugia, il ponte romano e il ponte Forti.

«È inutile fare fiaccolate - ha sottolineato con la lucidità del tecnico - è inammissibile tenere in piedi il ponte della Bugia, a meno che la Regione non vi dia 200 milioni di euro per uno scolmatore».

Un concetto, quello della demolizione dei ponti espresso a più riprese, anche se lo stesso professore ha sottolineato che si tratta di una prima analisi, e non di quella conclusiva. Auspicando nuovi incontri per entrare sempre più nello specifico del maxi progetto che toccherà i centri nevralgici della città.

Con i loro interventi, con le loro parole e le immagini in cui i ponti storici vengono sbarrati con tanto di crocette rosse come al Risiko, modo sono stati i relatori dello “Studio idraulico del torrente Carrione con analisi dei possibili interventi per la mitigazione del rischio” a mettere nero su bianco uno dei progetti più attesi della città.

Proprio su questo aspetto aveva incentrato il suo discorso, in apertura del consiglio comunale il sindaco Angelo Zubbani che non ha toccato nessuno degli aspetti tecnici contenuti nella relazione.

«Stasera si parlerà molto di questioni tecniche - aveva esordito il sindaco - ma sono consapevole delle difficoltà e dei drammi che la città ha vissuto dal 2003 ad oggi. Drammi che hanno tolto un pezzo del nostro passato e compromesso per molti il futuro anche perché famiglie, persone, aziende hanno subito danni ingenti il cui iter di risarcimento è ancora in corso».

«Non voglio più trovarmi nelle condizioni di dire ai cittadini che non sapevo cosa stava succedendo lungo l’asse del Carrione - ha spiegato Zubbani - Per questo ho istituito un tavolo tecnico con la logica di fare presto, ma di fare anche bene e di terminare la stagione delle somme urgenze e cominciare una porogettazione su tutto l’asse del Carrione».

Il sindaco non si è addentrato nei particolari. Non ha accennato ai possibili interventi.

A illustrare il progetto, e le misure “correttive” necessarie per la messa in sicurezza del fiume ci hanno pensato l’ingegner Giovanni Massini, il professor Giovanni Seminara e l’ingegner Giovanni Cardinale. I super tecnici che non si sono sottratti alle domande della platea anzi, in alcuni momenti, hanno accettato il botta e risposta con il pubblico.

E da parte del professor Seminara è arrivato anche l’impegno, ufficiale, a tornare a Carrara per parlare ancora, a lungo, dei lavori necessari sul Carrione e degli studi effettuati nell’anno trascorso.

In nome di una messa in sicurezza che, questo è stato il denominatore comune nelle relazioni degli addetti ai lavori, non sembra potere davvero più attendere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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