Il Tirreno

I dipendenti della Costa: fateci lavorare

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I dipendenti della Costa: fateci lavorare

Asl e Arpat devono dare l’ok per la riapertura Ferie forzate poi la cassaintegrazione

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AULLA. C’è lo spettro della cassa integrazione per una quindicina di lavoratori alle dipendenze della ditta Costa. Il capannone distrutto dalle fiamme con il suo carico di rifiuti la sera del ottobre ad Albiano Magra, infatti, è ancora chiuso, in attesa del nulla osta alla riapertura della Provincia; di consenguenza, una quindicina di lavoratori sono stati messi forzatamente in ferie.

Ma queste “ferie forzate” stanno per terminare e ora lo spettro della cassa integrazione diventa terribilmente concreto per questi lavoratori e per le loro famiglie. Lo dice chiaramente Luca Mannini, segretario del presidio Fit Cisl Toscana Nord, dopo l'incontro richiesto dal sindacato con il prefetto Giovanna Menghini e svoltosi ieri mattina presso Palazzo Ducale a Massa, mentre, fuori, in piazza Aranci i lavoratrici e lavoratrici portavano avanti un presidio di protesta.

Al tavolo erano presenti, oltre alla Cisl, alla Fit Cisl e alla Fnp Cisl, anche il presidente della Provincia di Massa Carrara, Narciso Buffoni, e il sindaco di Aulla, Silvia Magnani. «Oggetto dell’incontro – scrive Mannini – erano le problematiche della ditta Costa, problematiche nate ormai una quindicina di anni fa e che sono esplose lo scorso 4 ottobre, quando un incendio ha distrutto parte di un capannone della ditta. Sia la Provincia che il sindaco di Aulla hanno detto che prima di concedere l’autorizzazione per la riapertura di tutte le sue lavorazioni, stanno attendendo i “pareri tecnici” dell’Asl e dell’Arpat sui lavori di ripristino del capannone incendiato. Il parere dei vigili del fuoco è, invece, arrivato sabato 31 ottobre e deve essere perfezionato con l’invio delle perizie tecniche asseverate da parte della ditta. Ci aspettiamo, pertanto, in tempi brevi una determina di autorizzazione da parte della Provincia e del Comune di Aulla per la ripresa delle lavorazioni bloccate, visto che le ferie dei lavoratori iniziano a scarseggiare. Sulla tempistica abbiamo la certezza che il prefetto di Massa – aggiunge Mannini – stia vigilando affinché tutto venga svolto nella massima celerità e accuratezza». Ed è a questo punto che Mannini annuncia che il sindacato chiederà, «pur in forma del tutto precauzionale», l’attivazione della cassa integrazione, paventando l'organizzazione di iniziative pubbliche a difesa dell’occupazione. «Precauzioni queste che, di certo, si rendono necessarie visto il brutto clima che si è creato intorno alla ditta, nonostante da anni operi nella massima legalità e attenzione delle normative ambientali» conclude il segretario della Fit Cisl, facendo riferimento alle manifestazioni di piazza ad Albiano Magra contro la ditta Costa durate ben sette giorni - anche non consecutivi - in seguito, soprattutto, all’ordinanza sindacale che vietava il consumo di frutta e verdura provenienti dagli orti compresi in un raggio di 400 metri dagli impianti della ditta Costa.

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