Il Tirreno

Attacco irricevibile dalla Porto spa

Attacco irricevibile dalla Porto spa

La maggioranza: la società deve una risposta alla città

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CARRARA. «Sconcerta, ma non stupisce, la risposta stizzita e fuori tema dell'Amministratore delegato della Porto Spa Paolo Dello Iacono il quale, di fronte al legittimo invito a fornire elementi chiari sui progetti relativi al rilancio dei traffici commerciali, preferisce percorrere la strada di uno scomposto attacco a tutto e a tutti confondendo ruoli e competenze». Secca, decisa, inequivocabile la presa di posizione dei capigruppi della maggioranza che sulla questione del porto, del suo futuro commerciale avevano pubblicamente chiesto alla Porto Spa di fare chiarezza. Specie dopo la notizia di investimenti massicci in quel di Venezia. La risposta c’è stata, ampia e dettagliata, ma «fuori tema» e «stizzita» secondo i capigruppo della maggioranza.

«Sconcerta -scrivono - che oggi, con una visione ispirata al solo perseguimento del profitto, si vogliano impartire lezioni di etica a chi amministra e intende garantire alla comunità, oltre ai servizi essenziali, anche le necessarie tutele al territorio e ai lavoratori. Non merita nessun commento che abbia voluto paragonare in senso negativo il nostro territorio al "profondo sud" che peraltro Dello Iacono dovrebbe ben conoscere come una parte dell'Italia dove migliaia di imprenditori operano ogni giorno con impegno e sacrificio nel rispetto delle regole e in un contesto ben più complicato rispetto al regime di monopolio in cui ha lavorato la Porto Spa alla quale si chiede oggi, pacatamente, di far conoscere progetti di sviluppo e di investimento nello scalo e nel territorio».

E ancora: «Ecco perché è utile ricordare al distratto all'AD della Porto Spa che vorrebbe far passare per un benefattore la sua Azienda che ha finanziato la costruzione del ponte sul Carrione solo perché l'opera era necessaria per trasportare quei moduli che le assicurano lauti guadagni. Probabilmente Dello Iacono, nella sua visione utilitaristica, ritiene che il privato debba sempre e solo guadagnare mentre il tanto vituperato "pubblico" deve limitarsi a pagare e tacere senza interrogarsi sulle ricadute degli investimenti che non riguardano solo le infrastrutture ma devono comprendere anche un corretto rapporto con il territorio.

Se è pur vero che il pubblico non ha dato in alcuni casi grandi esempi di efficienza nella gestione delle sue aziende si deve ricordare che queste hanno il compito di produrre servizi per la collettività e che gli amministratori che si sono dimostrati inadeguati sono stati sostituiti mentre quelle private, quando entrano in crisi, producono cassa integrazione e licenziamenti, come accaduto anche recentemente ad una azienda non certo secondaria del gruppo, e che la tanto vituperata "politica" ha il compito di prevenire ed evitare situazioni che generano tensioni e disagi».

E poi la stoccata finale dei capigruppo.

« I buoni manager si distinguono non solo per la capacità di gestire un'azienda e generare utili ma anche per la capacità di comprendere le caratteristiche del contesto nel quale operano e di interagire positivamente con le Istituzioni in un clima di collaborazione, di confronto e di assunzione di responsabilità. È su questa dimensione, che implica una visione moderna e positiva dei rapporti sociali e industriali, che la Città attende quelle risposte che, ad oggi, non sono pervenute, come nel caso del Mediterraneo considerato che l'ultima proposta ufficiale agli atti prevede qualche appartamento in meno e qualche ufficio in più, proposta sulla quale l'amministrazione ha dato le proprie negative valutazioni».

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