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La Provincia: il progetto non sarà sospeso

La Provincia: il progetto non sarà sospeso

«Scuole d’accordo, “Liber* Tutt*” va avanti Anzi, replicheremo queste belle favole»

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MASSA. «Il nostro progetto non ha diffuso alcuna fantomatica ideologia gender, al contrario, ha contribuito e contribuirà ad avere cittadine e cittadini più consapevoli della necessità di contrastare ogni discriminazione». Così il presidente della Provincia Narciso Buffoni interviene sulle polemiche stampa relative al progetto "Liber* Tutt*" che avrebbero portato una famiglia a ritirare da scuola la figlia.

«In questi giorni ne abbiamo sentite di tutti i colori - prosegue Buffoni - anzi di un solo colore, il colore opaco della polemica sterile ed inutile, abbiamo, infatti, sentito descrivere il nostro progetto come se fosse stato costruito per discriminare la famiglia tradizionale, come se il suo fine ultimo fosse diffondere ideologie che inquinano i sogni dei nostri bambini. Ebbene, voglio rassicurare tutti i genitori e tutti gli attori del mondo della scuola, non vi è stato e non vi sarà nulla di tutto questo». Il progetto, che è stato finanziato dalla Regione Toscana, spiega Buffoni, è perfettamente aderente alla circolare della ministra Giannini in relazione a queste tematiche e ha avuto tutti i benestari che le procedure impongono e la piena condivisione dei docenti, del Consiglio d'Istituto ed anche dei genitori che, ieri, sono stati chiamati dalla scuola ad un ulteriore incontro di chiarimento.

«Per tutti questi buoni motivi, in perfetta sintonia con la Regione Toscana, noi non sospenderemo le nostre attività su questo progetto ed anzi le proseguiremo e le porteremo a termine ed ove possibile le replicheremo, nella convinzione, non solo nostra, che i compiti educativi debbano comprendere anche il mondo dei diritti e delle parità e che le belle favole, quando non lette da persone con pregiudizi, sono, appunto, belle favole da raccontare alle nostre bambine ed ai nostri bambini».

Intervengono anche l'Uaarr (Unione Atei Agnostici Razionalisti ) di Massa Carrara e La Spezia, con Fabio Bernieri e Cesare Bisleri che parlano di «squallido tentativo di fermare il progetto, strumentalizzando la richiesta di una singola famiglia che ha deciso di ritirare la figlia dalla scuola». La “teoria gender” , dicono ancora «è un’invenzione strumentale dei suoi detrattori che intendono bloccare il programma educativo rivolto soprattutto ai bambini, per insegnare una cultura antidiscriminatoria tra razze, culture, religioni e soprattutto sessi diversi».

Per la vicesindaca di Montignoso Eleonora Petracci è evidente che chi ha contestato il progetto non ha letto le fiabe, che non contengono nulla di scioccante od offensivo. «Penso piuttosto che sia stato più scioccante, per la bambina che i genitori hanno scelto di trasferire in una scuola privata, aver improvvisamente perduto i compagni di scuola e le maestre con cui aveva iniziato il suo percorso formativo. E mi domando, e mi rivolgo anche al Vescovo che ha ribadito la legittimità della scelta dei genitori, che esempio si stia dando a questa bambina mostrandole che il confronto con una diversa visione dei ruoli è qualcosa da cui fuggire».

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