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Costa: per i ritardi dieci persone in cassa integrazione

 Costa: per i ritardi dieci persone in cassa integrazione

AULLA. Come noto, pur essendo terminati i lavori di ripristino, all'interno del capannone della ditta Costa andato a fuoco domenica 4 ottobre non sono ancora riprese le attività lavorative. Infatti,...

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AULLA. Come noto, pur essendo terminati i lavori di ripristino, all'interno del capannone della ditta Costa andato a fuoco domenica 4 ottobre non sono ancora riprese le attività lavorative. Infatti, manca ancora il nulla osta della Provincia di Massa Carrara alla ripresa della lavorazione dei rifiuti all'interno del capannone e Mauro Costa, patron della ditta che porta il suo nome, potrebbe vedersi costretto, entro pochi giorni, a mettere in cassa integrazione 10 operai sui circa 50 che lavorano presso i suoi impianti. E' un Mauro Costa piuttosto contrariato quello che risponde al telefono e il motivo lo dice subito lui stesso.

«Abbiamo terminato i lavori nel capannone e non comprendiamo questo ritardo nella concessione del nulla osta alla ripresa della lavorazione dei rifiuti da parte della Provincia. Di conseguenza, saremo costretti molto presto a mettere in cassa integrazione 10 operai e potremmo essere costretti ad arrivare a 15, pur essendo perfettamente in regola, e stiamo valutando se fare nuove azioni legali, visto il danno che stiamo subendo».

E all'accusa dei manifestanti di lavorare in deroga ad autorizzazioni che sarebbero scadute nel 2010, Costa così risponde: «Noi deroghe non ne abbiamo mai avute, abbiamo avuto solo ed esclusivamente prosecuzioni dell'attività dalla Provincia».

Poi Mauro Costa afferma che il suo unico interesse è lavorare in tranquillità: «Solo questo ci interessa, mentre non ci interessa diventare una piattaforma per la sola raccolta differenziata dei rifiuti. O meglio, ci può interessare ma soltanto se i rifiuti da differenziare prevengono da tutta la Provincia di Massa Carrara». Un messaggio, nemmeno tanto velato, rivolto a chi di dovere che proviamo a semplificare così: sono disposto a sedermi attorno a un tavolo per discutere, soltanto se la prospettiva è lavorare tutti i rifiuti da differenziare della Provincia, non solo quelli che provengono dalla Lunigiana. A qualcuno al Cermec di Massa stanno sicuramente fischiando le orecchie. Anche se il ragionamento andrebbe spostato al tavolo di Ato costa rifiuti, visto che ancora va trovato un accordo ben definito sugli impianti di trattamento dei rifiuti e il loro utilizzo. Cermec (Massa e Carrara come soci principali) è da sempre interessato ai rifiuti tal quali della Lunigiana.

Infine, Mauro Costa aggiunge un dettaglio interessante sugli investimenti economici affrontati dal 2005 ad oggi per fare funzionare la propria azienda, ammontanti ad un milione di euro ogni anno.(G.U)

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