Il presidio
Si dimette dal cda di Gaia la vice Claudia Laudanna
CARRARA. «Motivi personali e impegni professionali»: poche righe quelle con cui Claudia Laudanna ha annunciato le sue dimissioni dal cda di Gaia. La seconda defezione, da Carrara, dopo quella - nell’a...
CARRARA. «Motivi personali e impegni professionali»: poche righe quelle con cui Claudia Laudanna ha annunciato le sue dimissioni dal cda di Gaia.
La seconda defezione, da Carrara, dopo quella - nell’agosto scorso - del dirigente Luca Ragoni. Quello del presidente del consiglio comunale (in quota Pd) fu un vero e proprio caso: una separazione consensuale dopo quello che era stato annunciato come un siluro da parte della partecipata.
Le cose poi si erano ricomposte, anche grazie al lavoro degli avvocati, ma il divorzio fra Luca Ragoni, e Gaia spa (dove il presidente del consiglio cittadino occupava un posto da dirigente, con un incarico da 80.000 euro l’anno) al di là dell’ufficialità di una risoluzione consensuale del contratto- gestita dai legali Claudio Lalli, per Luca Ragoni, e Riccardo Diamanti, per Gaia - è stata la spia di un clima “teso” o avvelenato - come insinua qualcuno - all’interno della società.
Adesso, dopo pochi mesi dopo l’addio di Ragoni l’annuncio delle dimissioni della vicepresidente Claudia Laudana. Un’altra defezione nell’area del Pd (anche se la commercialista non è iscritta al partito). Per cui si scomoda anche il segretario comunale Pierpaolo Delia.
«Voglio ringraziare prima di tutto Claudia Laudanna per la grande professionalità con cui ha ricoperto il suo incarico» comincia col precisare Delia. E poi aggiunge: «Al di là delle situazioni singole si è un po’ persa la via maestra. La politica viene vista come un fattore negativo ma sulle nomine nella gestione pubblica saper fare politica, avere una visione sociale è fondamentale. Negli incarichi nuovi, per quel che riguarda le partecipate bisognerà individuare la competenza, e la capacità di fare politica».
Un messaggio che può essere letto anche come la volontà del Pd di contare nella riorganizzazione dei vertici di Gaia.
Ma soprattutto una volontà di Carrara, e questo è quello che emerge nelle manovre attorno alla partecipata che gestisce il servizio idrico, di ridurre quello che è stato letto come lo strapotere della Versilia.
E intanto le dimissioni della vicepresidente si inseriscono in un contesto delciatissimo per la società quello che vede 130 milioni di euro circa di finanziamenti dalle banche tramite i quali dare stabilità ad una società alle prese, da un alto, con un debito gigantesco - 75 milioni di euro - nei confronti dei Comuni (soci e non soci), e dall’altro con l’esigenza di continuare a investire - per assicurare un servizio pubblico di primaria importanza come quello legato all’acqua e alla depurazione.
Proprio in questo contesto Carrara e Massa potrebbero alzare il tiro e chiedere maggiore rappresentatività in un cda che ad oggi è ridotto solo a tre rappresentanti.
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