Il presidio
Processo Erre Erre spada di Damocle della prescrizione
I reati si prescrivono nel 2018 e il processo muove i primi - i primissimi - passi. Alla sbarra, con accuse che vanno dalla truffa alla corruzione, dal falso all’abuso in atti di ufficio, ci sono 16...
I reati si prescrivono nel 2018 e il processo muove i primi - i primissimi - passi. Alla sbarra, con accuse che vanno dalla truffa alla corruzione, dal falso all’abuso in atti di ufficio, ci sono 16 imputati e nel mirino c’è la costruzione dell’impianto di Erre
Erre, quello con cui questa provincia avrebbe dovuto chiudere il ciclo dei rifiuti: entra il residuo solido, esce il combustibile sottoforma di brichette. L’impianto deve realizzarlo Delca spa che è anche socia, con il Cermec, di Erre Erre. Si impegna a costruirlo - eccoci al nocciolo - con un contratto chiavi in mano. Ma - secondo la Procura - avrebbe fatto ben altro.
Ma ora il rischio è la prescrizione: stanno ancora sfilando i primi testi dell’accusa. Più udienze sono state necessarie per ricostruire le indagini, attraverso le dichiarazioni del luogotenente che le ha condotte.
Ieri mattina, concluso il controinterrogatorio del luogotenente, da parte dei legali delle difese, è stata ascoltata la dirigente del settore ambiente di Palazzo Ducale, all’epoca dei fatti, che ha sottolineato in aula, rispondendo alle domande del pubblico ministero Rossella Soffio, tutte le difformità riscontrate tra quanto previsto nell’autorizzazione rilasciata ad Erre Erre e quanto verificato con i controlli. Autorizzazione - è stato ribadito - concessa per tre mesi di attività finalizzata al collaudo dell’impianto e con rigide prescrizioni.
In aula, ieri, sono emerse anche alcune irregolarità relative all’edilizia, presunti abusi che Erre erre avrebbe commesso. Al Comune di Massa l’impianto sarebbe risultato, infatti, ancora un capannone.
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