Il Tirreno

La compagnia Falco e la figura di Del Giudice

di CORRADO BENZIO

Il frate domenicano tra i protagonisti silenziosi della Resistenza apuana I Patrioti avevano il compito di tenere praticabile la cosiddetta via della libertà

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di CORRADO BENZIO

E’ una terra misteriosa quella Apuana. Terra di fortissimi contrasti, di caratteri duri, di uomini votati al sacrificio. Terra anche di dimenticanze ed omissioni.

E’ il caso di Pietro Del Giudice, figura mitica (dalle molte sfaccettature, certo) della Resistenza apuana, ma che ha avuto scarsissima fama fuori dalla nostra provincia.

Eppure basta una mano per contare il numero dei preti e del clero regolare che non solo combatterono armati il Fascismo, ma che addirittura finirono per fare il comandante.

Questo (e tante altre cose) fu Pietro Del Giudice, frate domenicano nato a Montignoso nel 1914, alla vigilia della prima guerra mondiale.

Fra il giugno ed il luglio del 1944, quando le sorti della guerra, e non solo in Italia, stanno declinando a favore degli Alleati, nasce sulle nostre montagne il gruppo dei Patrioti Apuani. Sono giorni caldissimi per la guerra. Basta segnalare due date. Il 4 giugno del 1944 il generale Clark arriva con la sua jeep fino a piazza San Pietro. Con Roma cade la prima capitale dell’Asse (Berlino vedrà i Russi in città solo nel maggio del 1945, Tokyo si arrenderà solo di fronte ad Hiroshima e a Nakasaki), un avvenimento fortemente simbolico anche se la presa della Capitale d’Italia era comunque segnata.

Anzi l’accelerazione all’ingresso delle truppe americane sia dovuta solo ad un problema di comunicazione. Perchè il generale Clark sapeva che il 6 giugno, salvo contrordini, sarebbe iniziato lo sbarco in Normandia. Per non perdere le prime pagine dei giornali, accelerò l’avanzata dopo mesi e mesi di impasse.

Il 6 giugno 1944, appunto, sarà il D-Day. Tutto cambierà in Europa. I Patrioti Apuani nascono in quei giorni caldissimi. Non vorranno il commissario politico ma si mise a capo dei partigiani questo frate domenicano che poi – dopo la guerra – lascerà la tonaca per entrare in politica.

Giorni caldissimi perchè i Tedeschi, sbaragliata la linea Gustav e con i soldati in veloce ritirata verso il Nord immaginarono di fermare il nemico sugli Appennini. Già difesa naturale, venne rafforzata da una serie di difese, bunker, muraglioni anticarro, postazioni fisse di cannoni e mitragliatore. Una sorta di muraglia difensiva che si stendeva dal Cinquale (dove oggi si trova un monumento ricordo) fino a Rimini.

Qui combatterono i Patrioti Apuani . Fra i loro compiti quello di tenere sgombra, o comunque protetta e praticabile la cosidetta via della libertà, che permetteva a chi avesse necessità di traversare la linea del fronte.

Tre le compagnie che facevano parte del cosiddetto Gruppo F. Una di queste si chiamava Falco ed è quella immortalata nella foto che oggi regaliamo ai lettori.

Si vede in primo piano la bandiera tricolore di combattimento della compagnia Falco. Purtroppo a sinistra a tenere un lembo della bandiera c’è Ermenegildo Della Bianchina, poi presidente dell’Anpi. Purtroppo la figura di Ermenelgido, scomparso pochi anni fa, è tagliata.

Nella foto ci sono partigiani dal nome di battaglia mitico, come Fra Diavolo. Ma nel complesso quei visi di giovani molto precocemente invecchiati, ci dice che tipo di vita facessero i partigiani alla macchia. La fame, il freddo, gli stenti, spesso indicibili si aggiungevano al continuo terrore di essere catturati, magari per la soffiata di una spia magari arrivato su in montagna per aggregarsi ai partigiani, ma in realtà infiltrata dai Tedeschi o dai repubblichini. Per chi viveva alla macchia difficile poter verificare attendibilità e buona fede di chi disertava e saliva in montagna.

Per questo una figura di frate-comandante partigiano poteva assumere ben altro rilievo. Se non ci fosse stato un grande problema: il Dopoguerra e la Guerra fredda . Con il tentativo da parte di Dc e Chiesa cattolica di mettere in disparte il movimento partigiano. La politica prevalse anche sulle gesta di questi begli italiani.

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