Il Tirreno

A scuola è guerra dell’acqua e del biscotto

A scuola è guerra dell’acqua e del biscotto

A Santa Lucia i genitori comprano casse di minerale. E dicono no a chi porta dolcetti con olio di palma

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MASSA. Non c’è dubbio: i tempi sono favorevoli, l’alimentazione è l’argomento che accende il dibattito. Soprattutto dopo le dichiarazioni dell’organizzazione mondiale della sanità su carni rosse e rischio cancro. E la discussione è aperta anche - e soprattutto - nelle scuole. A Santa Lucia cibo e acqua serviti ai piccoli sono protagonisti dei confronti tra mamme e papà. Al primo posto delle cose che non vanno c’è l’acqua del rubinetto: il Comune, infatti, con il nuovo capitolato ha riassegnato il servizio mensa e introdotto le brocche. E a Santa Lucia l’idea che i bimbi bevano l’acqua del sindaco proprio non va giù. Alla scuola d’infanzia la soluzione è stata trovata: a comprare la minerale, di tasca propria, ci pensano le famiglie. E per l’organizzazione ci si è affidati all’ordine alfabetico: il primo della lista porta due casse e, una volta finito il rifornimento, tocca al secondo e così via. Fin quando spetta al primo rimettere mano al portafoglio. La minerale è destinata al consum durante la mattinata e a tavola, all’ora del pranzo.

Acqua, ma non solo perché a mandare qualche mamma su tutte le furie è anche l’abitudine di alcune famiglie di portare a scuola biscottini per il break mattutino. Biscottini che, in nome dell’equità, venivano distribuiti a tutti i piccolini. Nel mirino c’è l’ormai notissimo olio di palma, presente nella stragrande maggioranza dei biscotti.

Le polemiche hanno convinto la scuola a non accettare più i dolcetti e a concedere ai bambini di fare una piccola merenda con la frutta fornita dal gestore della mensa.

Dibattito accesissimo, quindi, che impone all’amministrazione di scendere nuovamente in campo. Per fare chiarezza, non su dolci, dolcetti e biscotti (che non rientrano nel servizio mensa), ma sull’acqua: «La nostra acqua - scrive in una nota - è tra le più controllate d'Italia. Per dare le massime garanzie abbiamo deciso di fare ulteriori (oltre a quelle di Gaia e Asl) analisi commissionandole a un laboratorio autonomo e certificato, anche se per legge non saremmo stati obbligati a farlo. I parametri da controllare sono stati concordati con la Asl. Le analisi vanno bene e sono pubblicate sul sito. Le acque di acquedotto sono sottoposte a controlli ben più rigidi delle minerali; queste ultime possono, ad esempio, contenere fino a 50 mg/l di arsenico, mentre il limite per l'acqua di acquedotto è di 10 mg/l,».(c.s.)

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