Il presidio
Via Argine Destro: certezza sui progetti qui c’è ancora paura
I residenti della Zona rossa chiedono all’amministrazione i tempi degli interventi per la messa in sicurezza del Carrione
CARRARA. L’annuncio dell’imminente presentazione dello studio sul Carrione curato dalla Regione Toscana e di una prossima gara di appalto per l’affidamento del progetto di ricostruzione dell’argine crollato non è sufficiente a far dormire sonni tranquilli ai residenti della Zona Rossa né tanto meno a guarirli dalla malattia di cui soffrono da un anno a questa parte, la “meteopatia”. Certo il fatto che il sindaco Angelo Zubbani sabato scorso abbia mostrato loro un’anteprima del nuovo argine, anticipando che di qui a pochi giorni verrà organizzato un incontro pubblico dedicato al Carrione e ai suoi argini, è servito sicuramente a placare gli animi dopo un autunno segnato dalle proteste e dalle petizioni. Gli annunci però, dicono gli alluvionati, non bastano. «Il progetto appare buono e le nostre impressioni sono positive anche se, una volta indetta la gara vorremmo conoscere chiaramente i tempi di messa in opera» ha commentato, dopo l’incontro con il sindaco, il Consiglio dei Cittadini di Marina, sintetizzando quella che è la principale preoccupazione dei marinelli, ovvero la tempistica dei lavori. Lo conferma Marco Bruschi, residente di via Argine Destro, anche lui presente alla riunione con il primo cittadino: «Bene l’incontro, bene anche gli aggiornamenti puntuali da parte del sindaco ma quello che ci interessa è sapere quando inizieranno i lavori, sia quelli sull’argine sia quelli alla foce del Carrione». Secondo quanto riferito da Zubbani sabato scorso la primissima opera a partire sarà quella per la ricostruzione dell’argine crollato: 280 metri di sponda nuova di zecca per un intervento da 4 milioni di euro da mettere a gara a stretto giro. Nel frattempo, nei primi giorni di novembre, sarà presentato probabilmente durante una seduta del consiglio comunale, lo studio sulla staticità degli argini e sulle criticità idrauliche del torrente curato dai tecnici incaricati dalla Regione : si parla di una serie di interventi dalla foce ai monti – per una spesa superiore ai 20 milioni di euro - che saranno divisi su tre livelli di priorità a seconda del grado di rischio. «Speriamo che chi ha curato queste indagini non sia lo stesso che ha costruito il vecchio argine» ironizza il signor Bruschi, dubbioso che la sponda di via Argine Destro sopravvissuta al 5 novembre sia poi così più solida di quella crollata sotto la piena del Carrione. Un timore condiviso dal Consiglio dei Cittadini: «Desta molta preoccupazione il fatto che nell’ultimo tratto di argine verso il mare non vi siano previsioni di rifacimento perché, considerando come è stato costruito l’intero argine, non c’è proprio da stare tranquilli». Tempi certi e interventi rapidi, dicono dunque i marinelli non solo per gli argini ma anche per le altre criticità: proprio in questi giorni, l’apporto di detriti e sabbia alla foce del Carrione è arrivato a un punto tale da occludere quasi per intero lo sbocco del torrente, le cui acque defluiscono in mare attraverso un canale non più largo di un metro. «Bene la nuova idrovora da 700 mila euro ma ci dicano quando hanno intenzione di iniziare i lavori» insiste il signor Bruschi spiegando che lui e i suoi vicini di casa, in quanto malati di “meteopatia”, a ogni allerta meteo cadono in uno stato d’ansia. Oltre alla ricostruzione dell’argine e alla rimozione della barra di foce, per mettere in sicurezza il litorale si dovrebbe procedere, secondo il Consiglio dei Cittadini di Marina, un intervento in tempi brevi sulla rete fognaria «in quanto è ormai evidente come in caso di pioggia i pericoli non provengano solo dal rischio di nuove esondazioni ma anche dalla pessima ricezione delle nostre fogne e il loro difficile scarico in mare». Insomma dicono i residenti del litorale, «il lavoro da fare è tanto e al di là dei progetti sulla carta noi abbiamo bisogno di sapere quando vedremo finalmente le ruspe all’opera».
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