Il Tirreno

Sesto assessore, il sindaco convoca la maggioranza

di Manuela D’Angelo
Sesto assessore, il sindaco convoca la maggioranza

Alessandro Volpi deciso a chiudere la questione politica che investe i rapporti con Sel, Psi e i buglianiani del Pd

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MASSA. Dopo mesi di richieste insistenti, il sindaco Alessandro Volpi convoca, per questo pomeriggio alle 17, una riunione di maggioranza e nessuno ricorda quando sia stata l’ultima volta. Psi, Rifondazione, Articolo Primo, il Pd, naturalmente, e Sel, anche se in realtà quest’ultimo partito in maggioranza non c’è. Tutti a raccolta dal sindaco, per discutere della situazione politica attuale e ripensare al centro sinistra locale.

Argomento ostico per Alessandro Volpi che, d’altra parte, sul punto era stato sempre molto chiaro: «Abbiamo il compito di amministrare- ci disse qualche tempo fa- non di distribuire poltrone». E infatti Volpi di “poltrone” non ne distribuisce dai tempi in cui formò la sua giunta a cinque elementi. Numeri che, in questo caso e da qui in avanti, faranno la differenza, destinati forse ad aumentare, con grande rammarico del primo cittadino che su quell’esiguo numero di assessori ha costruito una fettina della sua immagine e la sua “fortuna” governativa.

Volpi chiama la sua maggioranza, con una apertura a Sel non casuale e lo fa perché, probabilmente, qualcosa non funziona del tutto e politicamente il meccanismo scricchiola. Glielo dicono i suoi, dall’interno del Pd: la maggioranza non è coesa. E come potrebbe esserlo: nel gruppo del Pd sono finiti i volpiani, quelli provenienti dalle liste civiche del sindaco, che hanno dovuto con rammarico rinunciare all’esperienza del civismo, facendo imbufalire il loro elettorato, pensando di entrare in un partito per poterlo cambiare dall’interno, ma trovando, logicamente, le barricate; tra di loro quelli del nuovo Pd e quelli del vecchio Pd non vanno ancora d’accordo.

Poi ci sono i “buglianiani”, forti dei risultati elettorali di Giacomo Bugliani, vere spine nel fianco dell’amministrazione, pungolo quotidiano, grilli parlanti, pronti a dimostrare al sindaco che qualunque suo passo falso verrà contestato ( e ne sono un esempio il Regolamento urbanistico (Ru) lo smacco dei Quercioli, la manifestazione e il corteo dietro la faccia di Pinocchio a cui in tanti consiglieri Pd hanno partecipato); in maggioranza ci sono anche i Socialisti, illusi più volte dalla possibilità di avere un ruolo concreto nella gestione della città e Simone Ortori, da sempre il più critico dei consiglieri, ma deciso a restare in maggioranza per provare a dare il suo contributo. Sel se ne andò, qualche mese fa, quando la giunta passò al monocolore Pd e quando il programma elettorale si bloccò, in attesa dello scioglimento dei due grandi noti, il RU e il mercato settimanale, ma fu proprio il sindaco Volpi a cercare la ricucitura con il segretario Ferri, forse proprio perché i numeri in consiglio diventavano pericolosi.

Ricompattare la maggioranza, insomma, è l’obiettivo del primo cittadino. E all’ordine del giorno oggi pomeriggio c’è proprio questo. Il segretario Psi Sirio Bonini non si sbilancia: «Staremo ad ascoltare cosa ha da dirci- dichiara- sperando che la situazione politica migliori, ma per la città». La posizione di Sel è stata più volte registrata: «Ci sono venuti a cercare, con una proposta di allargamento della maggioranza, da cui eravamo usciti- spiega sempre il segretario provinciale Ferri-; noi abbiamo regalato sicurezza al sindaco in tante occasioni, in nome di questo accordo».

Rifondazione ha dichiarato che di poltrone non ne vuole e dunque, a conti fatti, le bocche da sfamare per Volpi rimangono tre: Sel, PSI e Pd ( i buglianiani). Qui però qualcuno sostiene che da Bugliani le indicazioni siano chiare ed altre: «Nessuna contaminazione, o si azzera la giunta o noi non entriamo». In ogni caso, tre assessori in più, per una giunta che doveva essere snella e contenere i costi, sono quasi follia, anche se gira voce che Volpi stia pensando al dimezzamento delle indennità di tutti, per rientrare nei costi.

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