Il Tirreno

“Per non dimenticare” Marina ricorda la tragica alluvione

di Melania Carnevali
“Per non dimenticare” Marina ricorda la tragica alluvione

Quattro giorni di iniziative, organizzate dal Collettivo Harlock Spettacoli teatrali e il concerto del gruppo Gli Assalti Frontali

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CARRARA. Un anniversario che non si vorrebbe celebrare, ma che non si può non fare.

È quello dell'alluvione del 5 novembre scorso, quando il Carrione sfondò un argine appena costruito invadendo Avenza e Marina di Carrara.

E adesso la città vuole ricordarlo quel giorno, dove centinaia di carraresi hanno perso la loro vita sotto il fango, con memorie infrante e paure incalcolabili. Lo farà con una quattro giorni di iniziative, organizzate dal Collettivo Harlock, che partiranno il 5, giorno dell'alluvione, da Marina, la zona rossa, e finiranno l'8 in centro, giorno e luogo dell'occupazione della sala di rappresentanza del Comune.

Ci saranno interventi, merende, esponenti NoTav e il concerto di uno dei gruppi rap italiani più famosi: gli Assalti Frontali. Il nome dell'iniziativa è proprio: “Per non dimenticare”.

«Gli atti di trasformazione violenta del territorio da parte del governo sono sempre più espressione del paradigma della grande opera – fanno sapere dal collettivo - l’alta velocità, Expo, città olimpiche, il mercato crocieristico, per citare i più famosi esempi, ma anche le opere di stoccaggio di rifiuti tossico- nocivi, lo sfruttamento delle risorse, la sovra-infrastrutturazione in generale.

Queste trasformazioni sono caratterizzate dall’assenza di relazione a piccola scala, generate da quelle dinamiche globali che poco o nulla hanno a che vedere con chi abita i territori. Infatti - continuano-- avvengono in modo violento e repentino e generano quelle che noi riteniamo legittime pratiche di autorganizzazione, manifestazioni della resistenza a tali trasformazioni da parte degli abitanti.

Senza resistenza alle trasformazioni il territorio e la società stessa sarebbero elementi molli, inconsistenti».

Un evento che andrà oltre la commemorazione dedicando la 4 giorni al tema della difesa dei territori e dell’autorganizzazione «unendo esperienze di lotta» e analizzando quegli aspetti di cattiva gestione e di distruzione del territorio che accomunano le diverse realtà. «Gli aspetti che riteniamo fondamentali sono due – dicono - In primo luogo la ferma condanna di tutte quelle operazioni riconducibili al paradigma della grande opera e quindi caratterizzate da sfruttamento delle risorse a discapito del bene collettivo e per il profitto di pochi».

«In secondo luogo - aggiunfono - riconoscere nelle pratiche di autorganizzazione il motore delle trasformazioni coerenti del territorio, capaci di generare ancora relazioni e ricadute positive sia per quanto riguarda i rapporti sociali sia per quanto riguarda la produzione di reddito».

Ecco quindi il programma delle iniziative a un anno dall’alluvione: giovedì 5 novembre, in piazza Menconi a Marina, prenderà vita una serata in memoria dell’alluvione con banchetto informativo, vin brulèe, spettacolo teatrale e lancio delle lanterne. Venerdì alle 18 nella sala della Resistenza ci sarà un convegno “La difesa del territorio: resistenza e autorganizzazione”, dove interverranno Giulio Milani, con il libro “La Terra Bianca”, il Movimento NoTav terzo valico, Terra Nostra Occupata, Casoria di Napoli e Collettivo Harlock. Sabato ci sarà una visita alle cave alle 13 con merenda. E infine, per chiudere, domenica alle 16 in piazza 2 Giugno l'assemblea conclusiva e il concerto degli Assalti Frontali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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