Il Tirreno

Davanti al prefetto la questione Costa

Alle 15,30 una delegazione di albianesi incontrerà le massime autorità della provincia

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AULLA. Questo pomeriggio, alle ore 15,30 è in programma un incontro attesissimo dalla comunità di Albiano Magra, una parte della quale è scesa per strada nei giorni scorsi per chiedere la chiusura della ditta Costa, che lavora rifiuti nella più popolosa frazione aullese dalla metà degli anni Novanta. Infatti, sulla delicata questione è stato fissato per oggi un incontro in prefettura, alla presenza di una delegazione dei manifestanti, del presidente della Provincia, Narciso Buffoni, e del sindaco di Aulla, Silvia Magnani.

Di conseguenza, gli albianesi non sono tornati in strada ieri mattina né lo faranno stamani, anche se c'è la possibilità che il copione dei giorni scorsi, con la gente avanti e indietro sulle strisce pedonali e code chilometriche di automobili, possa nuovamente ripetersi sabato mattina. Una decisione in tal senso potrebbe essere influenzata da quello che emergerà dalla riunione di questo pomeriggio a Massa. Ricordiamo che le manifestazioni dei giorni scorsi hanno preso la forma di sit in ed è stato effettuato un massiccio volantinaggio per sensibilizzare sulla questione Costa anche gli automobilisti di passaggio, con il traffico che ha subito pesanti rallentamenti. E con la strada provinciale spezzina della Ripa chiusa, la paralisi della circolazione viaria è stata praticamente immediata. Durante i sit in è stato ribadito che la ditta Costa lavorerebbe in deroga ad autorizzazioni scadute nel 2010 e che, quindi, non c'è altra strada: l'impresa guidata dall'imprenditore spezzino Mauro Costa, che dà lavoro a circa 50 persone, deve chiudere.

«La ditta Costa – aveva detto nel megafono l'ex consigliere comunale Walter Moretti, uno dei capi della protesta – si premunisca delle autorizzazioni necessarie, poi lavori. Altrimenti deve chiudere». Parole che rieccheggiano mentre è ancora in vigore l'ordinanza del sindaco di Aulla, Silvia Magnani, che vieta il consumo di frutta e verdura proveniente dagli orti compresi in un raggio di 400 metri dagli impianti della ditta Costa. Il tutto a seguito del rogo di domenica 4 ottobre, il secondo in pochi anni alla ditta Costa, che ha gettato nuovamente nel panico la popolazione, rendendo inutilizzabile il capannone attraversato dal fuoco.

Gianluca Uberti

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