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Caso Minici: «Fatale un arresto cardiaco»
L’Asl replica al professionista sul decesso della madre e contrattacca: da lui offese al personale
MASSA. «Voglio sapere come è morta mia madre, ci sono aspetti poco chiari nell’assegnazione dei codici di accesso al pronto soccorso, chiedo alla “commissaria” De Lauretis una risposta». Così Vincenzo Minici, commercialista, ex presidente del collegio dei revisori dei conti dell’Asl, all’indomani del decesso della madre, aveva chiamato in causa la sanità apuana. Non una denuncia penale, la sua, ma un appello alla chiarezza.
Ora, dopo una verifica interna sul caso, la direzione dell’Asl ricostruisce l’accaduto. Partendo dalle 14.37 del 12 scorso quando alla centrale operativa 118 arriva la richiesta di soccorso di Minici pe r la madre . Il 118 invia un’ambulanza; alle 15.01 l'equipaggio comunica che la paziente veniva condotta al Pronto Soccorso di Massa in codice 2 di rientro perché fortemente disidratata. Alle ore 15.03 l'equipaggio comunica l'arrivo al pronto soccorso. «Non sono state segnalate criticità particolari durante il trasporto – riferisce l’Asl e al triage in pronto soccorso la anziana è stata accolta alle ore 15.17 (trascritti i dati alle ore 15.24 ed assegnato codice giallo). Il codice giallo di priorità sottostava alla mancanza, in quel momento, di condizioni relative a defaillance di sistema).
Dopo valutazione con prelievo per esami ematici, visita medica, ecg, la paziente è stata avviata in radiologia dove subito dopo l'espletamento di Rx torace ha manifestato condizioni cliniche di arresto cardiopolmonare». A quel punto, ricostrtuisce ancora l’Asl, è intervenuto l'anestesista «che ha provveduto a intubazione orotracheale e ventilazione assistita. Il medico del pronto soccorso sulla base del quadro clinico e degli esiti ematici ha sospettato tromboembolismo polmonare e richiesto angio Tac polmone. La paziente viene dunque portata alla Tac dal medico del Pronto soccorso e da un’anestesista, ma durante l’esame va di nuovo in arresto cardiocircolatorio. Sono state intraprese le manovre di rianimazione, ma l'embolia polmonare massiva ha determinato il decesso». Il codice rosso, spiega ancora l’Asl, «è stato assegnato per la presenza di arresto cardiaco, dal medico di Pronto soccorso in sede di rivalutazione clinica».
Per la direzione, dunque, nessun errore e tutto trasparente. Ma c’è stato dell’altro, dice l’Asl: «Pur comprendendo lo stato del figlio della paziente, ci è stato segnalato dal personale che il figlio della signora ha fatto pesantissime accuse ai medici oltreché offese al personale».
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