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Virgoletta scopre gli orti botanici
Un progetto di riqualificazione per la frazione che passa attraverso le coltivazioni
VILLAFRANCA. L'opera di riqualificazione di una frazione parte da un insieme di progetti che permettano di sviluppare e valorizzare il tessuto architettonico contestualizzandolo in un contesto ambientale più curato ed armonico. Un primo passo è stato realizzato in tal senso a Virgoletta, dove, grazie alla collaborazione di privati con la parrocchia, nasceranno, lungo i pendii che circondano l'abitato storico, orti botanici, che possano svolgere anche la funzione di orti didattici, illustrando quali siano le varietà di flora più diffuse sul comprensorio lunigianese, mettendoli a disposizione anche delle scolaresche che vogliano approfondire tale argomento. Si parte dalle piante da frutto, passando per olivi ed un piccolo vigneto, con specie d'uva autoctone, per arrivare sino alle piante aromatiche ed officinali, dando quindi un quadro a 360° di una tradizione che ha segnato gli usi e costumi di un'intera vallata. Un progetto che, come abbiamo detto, nasce dalla sinergia tra la curia, che mette a disposizione il sito attuale, ma non si esclude che si possa estendere la portata dell'azione di recupero ad altre aree interessate allo stesso modo dall'incuria, ed i privati cittadini. La volontà di fondo è proprio questa andare a rimettere mano in quei terreni rimasti per troppo tempo incolti che hanno fatto avanzare una macchia di vegetazione troppo fitta che ledeva la bellezza del piccolo borgo. Un intervento importante che consentirebbe anche di contrastare il dissesto idrogeologico che affligge, proprio per mancati interventi di manutenzione minuta, il territorio. Nei decenni passati quest'opera era eseguita dai contadini che attraverso la loro opera mantenevano intatto l'equilibrio tra uomo e natura, ora ci si dovrà affidare sempre di più a progettualità come questa che consentano di rinnovare il rapporto tra residenti e ambiente circostante, riportando al centro del dibattito un rapporto virtuoso con il comprensorio, non aggredendolo con una cementificazione selvaggia, ma con interventi mirati che possano diventare la prima barriera di quelle situazioni limite che, in special modo nel recente passato, la Valle della Luna ha sperimentato sulla propria pelle. (c.bo.)
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