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La veglia silenziosa delle sentinelle in piedi
PONTREMOLI. Oltre cinquanta persone hanno partecipato domenica pomeriggio alla veglia delle Sentinelle in Piedi in Piazza della Repubblica. Per un’ora, hanno letto un libro in silenzio, colpendo l’att...
PONTREMOLI. Oltre cinquanta persone hanno partecipato domenica pomeriggio alla veglia delle Sentinelle in Piedi in Piazza della Repubblica.
Per un’ora, hanno letto un libro in silenzio, colpendo l’attenzione dei passanti, molti dei quali si sono fermati, per informarsi sulle ragioni del gesto. Una manifestazione che Le Sentinelle hanno inscenato per testimoniare il loro sostegno alla famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, valore costituzionale e nucleo fondamentale della società.
«Avanza a passi da gigante e in barba ai processi democratici più elementari, il disegno di legge (ddl) sulle cosiddette “unioni civili”, ora incardinato in aula al Senato, perché in Commissione Giustizia era stato fortemente rallentato dagli emendamenti», ha detto il portavoce nel discorso iniziale. «Il testo equipara al matrimonio le unioni tra persone dello stesso sesso e prevede che uno dei due partner dell’unione possa adottare il figlio biologico dell’altro, privando così il minore del suo diritto a crescere con un papà e una mamma. Proprio attraverso la Stepchild adoption, il ddl apre all’abominevole pratica dell’utero in affitto». «Il ddl sulle “unioni civili” – sostengono - è un cavallo di Troia per indebolire e infine distruggere la famiglia. Le Sentinelle in Piedi non accettano che questo sia oggetto di mediazione politica. Non c’è compromesso possibile quando a farne le spese sono i più piccoli. Non esiste mediazione con coloro che stanno ostinatamente tentando di annientare l’uomo nella sua natura più intima».
«Siamo qui anche per ribadire e difendere la libertà dei genitori di educare i propri figli, denunciando l'ideologia gender che ormai è entrata nelle scuole. Con il pretesto di combattere le discriminazioni, nelle aule si confondono le menti dei più piccoli violando la loro identità, spiegando loro che chiunque può sentirsi maschio o femmina indipendentemente dal dato biologico e insegnando che non c’è differenza tra madre e padre».
Si tratta della seconda volta che le Sentinelle in Piedi manifestano nella piazza pontremolese, e la prima volta, il 24 maggio scorso, era stata fautrice di qualche tensione(anche se, fortunatamente, non vi era stato alcun evento violento) con una contromanifestazione organizzato dall’associazione Arci Babel.
Ma questa volta Arci Babel ha scelto di non esserci, una scelta che viene così spiegata dal portavoce del circolo Leonardo Filippi «abbiamo optato per una scelta di responsabilità: tornando ad esprimere il nostro dissenso avremmo rischiato di esasperare gli animi di chi – come noi - vede in questo tipo di manifestazione una forma di aggressione dei diritti altrui. Ciononostante, Babel non ha cambiato idea. Difenderemo sempre i diritti di chi ama, in qualsiasi sua forma; crediamo che lo spauracchio della legittimazione dell'utero in affitto sia un tranello volgare, in quanto non si tratta assolutamente di un tema affrontato dal disegno di legge Cirinnà; pensiamo che una manifestazione nella quale molto spesso sono comparse bandiere o rappresentanti di forze neofasciste è e sarà sempre da osteggiare e denunciare pubblicamente».
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