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Il salotto buono diventa strada delle polemiche
L’evoluzione del cuore pulsante della città Non c’erano sanpietrini, solo il selciato
CARRARA. Via Verdi, storia di una strada nel cuore della città: dal passato al presente passando per una serie di polemiche che l’hanno vista protagonista. E con una proposta: recuperare le vecchie insegne per ridare un po’ di fascino al corso che, anche nei programmi dell’amministrazione, è destinato a ricoprire il ruolo cardine di “cucitura” dei luoghi dell’arte.
La strada negli ultimi tempi è stata al centro delle cronache. Prima per il parziale intervento di recupero e i miasmi dei marciapiedi contro cui era stata organizzata perfino una raccolta di firme.
Poi per le polemiche conseguenti all’intervento stesso, e allo stato in cui era rimasta la strada.
Infine l'annuncio, poche settimane fa, fatto dall'assessore Riccardo Coppola: «Su via Verdi stiamo cercando di stringere i tempi su pratiche e burocrazia in modo da essere pronti per la bella stagione, almeno con l’avvio dei lavori».
Via Verdi, la strada della cultura, che dovrebbe congiungere il centro storico con il Centro di Arti Plastiche passando dall'Accademia e da Palazzo Binelli. Spesso è stato detto di voler ripristinare la strada così come era alla fine dell'Ottocento - inizio Novecento. E allora siamo andati a cercare foto d'archivio per raccontare come era veramente via Verdi agli inizi del secolo scorso.
I palazzi più importanti ovviamente già c'erano: l'Accademia, palazzo Binelli (sede della Banca d'Italia), palazzo Fontana, palazzo Cucchiari e la chiesa di San Francesco. Una strada, già stradone di San Francesco, che già all'epoca era parte del cuore pulsante della città; non è un caso che questi palazzi proprio si affacciano su di essa.
Rispetto ad oggi manca il complesso del Convitto Vittorino da Feltre inaugurato nel 1935 come Casa del Ballila costruito in un puro stile fascista. Oggi parte integrante del percorso artistico della città con il suo cinema Garibaldi e gli spazi del Liceo Artistico Gentileschi. Poi, in realtà, poco altro è mutato se si confrontano le foto. Certamente "mancano" diversi palazzi più recenti ma tutto sommato l'immagine della strada è sempre quella. Allora come fare un recupero "filologicamente" corretto?
Il problema più grosso, ovviamente, è il traffico perché la strada ben si spenderebbe ad essere vissuta senza auto.
Era una strada di passeggio e tale "dovrebbe" tornare per rispettare la missione di strada della cultura. Ma aldilà ci ciò che sia più o meno praticabile con queste foto si vede ciò che sicuramente non era via Verdi. Per esempio il fondo della strada era un semplice selciato, qualcosa di molto simile ad un moderno stabilizzato.
Niente sampietrini. Non era, insomma, simile all'attuale via Roma. Non aveva neppure la pavimentazione del centro storico. Quello che invece sarebbe interessante recuperare sono le vecchie insegne dei bar.
Ad esempio nella foto del 1919 scattata all'angolo tra via Mazzini e via Verdi con prospettiva verso il centro storico è ben evidenza l'insegna storica del bar sull'angolo, locali che anche oggi sono occupati da una pizzeria.
Le foto storiche. Le foto storiche che pubblichiamo provengono da cartoline pubblicate nel libro "Cartoline di Carrara", a cura di Daniele Canali, edizioni Aldus, pubblicato nel 1996.
Una foto è stata scattata nel 1919 raffigura via Verdi verso via Roma ed è ben visibile palazzo Binelli già sede della Banca d'Italia.
Questo angolo di via Verdi non è mutato negli anni. I palazzi in primo piano sono quelli attuali.
Un’altra foto è stata scattata nel 1909. Si vede in primo piano la chiesa di San Francesco. La prospettiva della strada è immutata rispetto ad oggi.
E infine c’è una foto del 1915 dall'altro lato rispetto alla prima foto ossia all'incrocio con via Mazzini verso San Francesco. In primo piano sulla sinistra palazzo Fontana ancora oggi esistente.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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